Il bullismo di Raab
Vice Premier britannico costretto alle dimissioni

Regno Unito, 20.04.2023 euronews - Sempre traballante il governo di Sua Maestà. Il vice premier britannico e ministro della Giustizia, Dominic Raab (49 anni), si è dimesso.
La ragione?
Una causa giudiziaria in cui è accusato di "comportamento aggressivo e bullismo" nei confronti di funzionari pubblici.
È il risultato di un'inchiesta interna commissionata dallo stesso premier Rishi Sunak.
Fatto fuori da "funzionari sindacalizzati" o per bullismo? Nella sua lettera di dimissioni, pubblicata giovedì su Twitter, Raab nega ogni addebito e afferma di essere vittima di un complotto da parte di "funzionari sindacalizzati" per farlo fuori.
"Un pericoloso precedente per gestire un buon governo," scrive Raab nella lettera.
E in un articolo scritto per il "Telegraph", pubblicato venerdì, lo stesso Raab scrive: "Il popolo britannico pagherà il prezzo di questa vicenda kafkiana".
La "cultura della paura", Finora Raab, più volte ministro e braccio destro del premier Rishi Sunak, è stato oggetto di otto accuse formali di bullismo, che hanno coinvolto almeno 24 persone: i fatti sarebbero avvenuti durante il suo periodo come ministro della Giustizia - attualmente - e, prima, degli Esteri e della Brexit.
Le accuse nei confronti di Raab erano emerse già a novembre, quando si era cominciato a parlare di "cultura della paura", che Raab avrebbe instaurato nei ministeri da lui guidati.
Nella lettera di dimissioni, Raab dichiara di "sentirsi in dovere di accettare l'esito dell'inchiesta", ma sottolinea che il rapporto del suo avvocato Adam Tolley "ha respinto tutte le accuse contro di me, tranne due".
Lo stesso Rishi Sunak è finito sotto accusa, perchè avrebbe saputo del "comportamento inaccettabile" di Raab prima di nominarlo vice premier e ministro della Giustizia.
Il Premier britannico Rishi Sunak
Il premier indagato per conflitto di interessi: le accuse sulle quote di sua moglie rimaste nascoste

Londra, 17.04.2023 open - La moglie del Premier possiede azioni di una struttura di assistenza per bambini che potrebbe godere di grandi benefici da un nuovo piano lanciato dal governo guidato da suo marito. Il Premier britannico Rishi Sunak è indagato per un presunto conflitto di interessi da parte dell’organo di controllo degli standard del Parlamento. L’inchiesta è stata aperta lo scorso 13 aprile dal Commissario Daniel Greenberg, riporta il Guardian, sulla base di una possibile violazione del paragrafo 6 del codice di condotta dei parlamentare secondo cui i deputati «devono essere sempre sinceri e chiari nel dichiarare qualsiasi interesse rilevante in qualsiasi procedimento della Camera o delle sue commissioni, e in qualsiasi comunicazione con ministri, deputati, funzionari pubblici o titolari di cariche pubbliche». Stando a una fonte di Downing street, l’inchiesta punta a far luce sulle quote di una struttura di assistenza per bambini della moglie del premier britannico, Akashata Murthy. Si tratta della Koru Kids, che è tra i sei fornitori privati di assistenza all’infanzia che possono trarre vantaggi da un programma pilota proposto proprio dal governo nel budget dello scorso mese. Quando è stato presentato il piano lo scorso 28 marzo, Sunak non ha mai fatto riferimento agli interessi che ha sua moglie sull’organizzazione quando è stato sentito dall’organo di controllo degli standard del parlamento. Il premier aveva anzi negato di avere altro da aggiungere, dopo che era stato incalzato dalla deputata laburista Catherine McKinnell. Dopo quell’audizione, era emerso che i vertici della Koru Kids avevano anche partecipato a un ricevimento a Downing street, svoltosi subito dopo l’audizione di Sunak in commissione. Non ci sarebbe traccia delle quote della moglie di Sunak neanche nel registro degli interessi che ogni parlamentare è tenuto a compilare e tenere aggiornato in caso di novità. Ma secondo Downing street, Sunak non era tenuto a farlo, perché quelle quote erano citate in un altro registro relativo agli interessi dei ministri. Quel registro però non è stato ancora pubblicato, essendo in fase di aggiornamento da parte del nuovo consigliere per gli interessi ministeriali, Laurie Magnus.
Regno Unito: Trappole a Westminster. Rishi Sunak, mini rimpasto di Governo

Il Qatar gela l'Europa: "Sull'energia sbaglia, il peggio deve venire"
Doha, 24.05.2023 ilgiornale - Il Qatar boccia le politiche energetiche europee e ammonisce: «Il peggio deve ancora venire». Una previsione spiazzante che, dal Forum economico di Doha, è risuonata come una vera minaccia mettendo in luce quanto la guerra russo-ucraina abbia riscritto gli equilibri geopolitici. E come il Qatar-gate scoppiato a Bruxelles abbia raffreddato i rapporti tra il Paese arabo e il Vecchio Continente.

Non un dettaglio visto che il grande accusatore è oggi uno dei nostri principali fornitori di Gnl: «Solo un inverno mite è riuscito a salvare quest'anno l'Europa e l'umanità», ha detto il ministro dell'Energia del Qatar Saad Sherida Al-Kaabi. Ma «se l'economia inizia a riprendersi nel 2024 e se ci sarà un inverno normale, allora capiremo che il peggio deve ancora venire», ha aggiunto, sottolineando che le fonti di energia rinnovabile generano elettricità, ma non possono risolvere i problemi. «C'è bisogno di un giusto mix energetico», ha affermato, spiegando che la spinta globale verso fonti di energia più pulite si tradurrà in una carenza di forniture di petrolio e gas. Insomma, se avremo un inverno in deficit di gas la colpa sarà dell'Europa che dovrà incassarne le conseguenze (su prezzi e disponibilità). Come rilevato dal New York Times, il Qatar sta diventando l'Arabia Saudita del gas, un fornitore di energia indispensabile con vaste riserve e costi molto bassi.E il suo modo di leggere la transizione energetica non passerà sotto traccia. Guardando ai numeri, le esportazioni energetiche del Paese, di cui il gas naturale è di gran lunga il più importante, sono raddoppiate nel 2022; lo stesso anno in cui il Paese ha avviato la costruzione di quattro nuovi giganteschi terminali di produzione, investimenti che aumenteranno la capacità di esportazione del Qatar di oltre un terzo entro il 2026. Qatar Energy, la società statale che opera nel settore, si sta espandendo in tutto il mondo con investimenti in Brasile, Suriname, Angola, Sudafrica e altrove ha di recente negoziato un accordo di 15 anni per la fornitura di gas alla Germania.

E in Italia?
Il principale punto di importazione del gas del Qatar è il rigassificatore della Adriatic Lng, il quale immette il gas nella rete italiana a Cavàrzere (Venezia) grazie al contratto di lungo termine con Edison che importa circa 6,4 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Quasi la metà del totale di gnl importato che è stato di 14,2 miliardi nel 2022 (4,1 miliardi nel solo primo trimestre 2023).
Anche Eni ha importanti rapporti con il Qatar visto che il Paese è tra quelli che stanno contribuendo gradualmente alla sostituzione delle forniture di gas russo: 9 miliardi arrivano dall'Algeria e dal Qatar una quota parte degli 11 miliardi che gradualmente saranno sostituiti con il contributo anche di altri paesi come Angola, Congo, Nigeria, Indonesia e Mozambico. A giugno scorso Eni è stata selezionata poi da QatarEnergy come nuovo partner internazionale per l'espansione del progetto North Field East, un giacimento di gas naturale del Paese.
Cos'è la libertà di stampa?

Termini e Condizioni
Nel pieno rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana, art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione. Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62, il presente sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto verrà aggiornato senza rispettare alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini e le info qui inserite sono nella maggior parte dei casi tratte dal web; se qualche immagine e/o contenuto violasse i diritti d'autore, comunicatelo alla nostra e-mail e sarà immediatamente rimossa. Gli autori degli articoli dichiarano di non essere responsabili per i commenti inseriti nei post nè per i contenuti dei link esterni pur citati in questo spazio. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine e dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'autore neppure se espresso in forma anonima o criptata. Chi scrive o invia commenti accetta le condizioni di responsabilità per i contenuti dello scritto o di eventuali immagini.
Cos'è la libertà di stampa? L’articolo 21 della Costituzione Italiana.
Roma, 17.01.2019 Money - La libertà di stampa è uno dei pilastri fondamentali dello Stato democratico. Nell'ordinamento italiano è disciplinata dall’articolo 21. Testo e spiegazione: Per libertà di stampa bisogna intendere la libertà di esprimere e comunicare informazioni su giornali, radio, televisioni e via Internet, da parte dei privati cittadini e delle loro associazioni. Si tratta di uno dei pilastri imprescindibili dello Stato democratico, indice del rispetto di tutti gli altri diritti fondamentali dell’individuo. Nel nostro ordinamento, la libertà di stampa è prevista e tutelata dall’articolo 21 della Costituzione, con lo scopo di salvaguardare il diritto alla libera manifestazione del pensiero e del pluralismo ideologico. Si tratta di un articolo complesso, nel quale i padri costituenti hanno voluto incastonare il diritto dell’individuo ad esprimersi con qualsiasi mezzo, senza censure e senza dover chiedere autorizzazioni alle autorità, seppur con alcune eccezioni.
L’articolo 21: "La libertà di stampa è uno dei presupposti fondamentali su cui si fonda lo Stato democratico, infatti la sua estensione o restrizione è indice del grado di libertà di cui godono non solo le testate giornalistiche ma anche tutti i cittadini di un determinato Paese. Nella Costituzione italiana, la libertà di stampa trova tutela nell’articolo 21, composto da 5 commi che ne spiegano il significato, l’estensione e le ipotesi di limitazione di tale libertà. Dunque: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’Autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, sporgere denunzia all’Autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni."
La ratio legis in un articolo di Isabella Policarpio è tutelare la libertà di espressione e di pensiero che sta alla base del pluralismo ideologico moderno e dello Stato di diritto. - La libertà di manifestazione del pensiero e la connessa libertà di stampa sono valori fondamentali della società democratica moderna. L’articolo 21 della Costituzione italiana ne garantisce l’inviolabilità in ogni sua forma, scritta o parlata e con ogni altro mezzo di diffusione. Si tratta di una libertà inalienabile in quanto assicura la formazione del un convincimento personale di ogni individuo e consente di maturare un’opinione pubblica fondata e critica. Per queste ragioni, la libertà di stampa e di esprimere liberamente le proprie opinioni viene universalmente riconosciuta come uno degli elementi fondanti e indispensabili per lo Stato di diritto e la tutela della democrazia.
La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789 la definisce come: " Libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni, uno dei diritti più preziosi dell’Uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge”.
L’Italia si impegna a rispettare la libertà di stampa sia in virtù del dettato costituzionale che degli obblighi assunti nei confronti dell’Unione Europea, di cui è un membro fondatore. Infatti, anche la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione ne prevede la tutela e riconosce la piena “libertà di espressione e informazione.
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