La visione futuristica per l’Italia
Isabella Pulpan: "Sull'Energia l'Italia potrebbe diventare il propulsore dell'Europa; confido in questo Governo"

Bruxelles, 03.11.2022 notizieinternazionali - Dalla presidenza della CCIISS Camera di Commercio Internazionale, la Dott.ssa Isabella Pulpan, ha sottolineato con veemenza che adesso è il tempo di fare davvero la differenza per garantire ai nostri figli un mondo migliore, lavorando seriamente a progetti di produzione di energia non pericolosa ed inquinante per l’ambiente e per la vita "sull'energia l’Italia potrebbe diventare il propulsore dell’Europa; confido in questo Governo, al fine di permettere la ripresa nonchè il vero sviluppo green e digitale del Paese per rilanciare in ogni settore una economia circolare sana dopo il fermo dovuto alla pandemia codid-19, perciò è necessario che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sia investito correttamente a beneficio dell’Italia e degli Italiani, senza poi diventare una spesa sulle spalle dei cittadini italiani e oltretutto un danno sulle prossime generazioni, ma un investimento sicuro che porti guadagni futuri e in tempi brevi. I Governi precedenti con cui abbiamo sempre interloquito sono stati sordi per privilegiare gli interessi personali alle proposte dei progetti presentati da noi che potrebbero migliorare l’Italia; da donna a donna confido nella visione futuristica e l’amore per l’Italia della Premier Giorgia Meloni nella svolta con le nostre proposte”.
Reddito di Cittadinanza?

Renzi a Napoli insiste:
“Va abolito, è Voto Clientelare dei 5stelle”
Napoli, 13.07.2021 ilfattoquotidiano - L’ex Premier Matteo Renzi, intervenuto a Napoli in occasione della presentazione del suo ultimo libro “Controcorrente”, prosegue la sua crociata contro il reddito di cittadinanza anche se i tempi per presentare il quesito referendario sono stretti e rischia di non farcela.
Per il senatore il reddito di cittadinanza è stato pensato “al solo scopo di continuare ad avere consenso”: “È un voto clientelare garantito e organizzato che i 5 stelle intendono rappresentare e che noi vogliamo scardinare”.
E sulle tempistiche ammette: “Sul referendum abrogativo del reddito di cittadinanza c’è un problema sulle tempistiche legato al fatto che la Costituzione e la legge attuativa del principio referendario danno dei tempi molto stretti che ci fanno finire nell’imminenza delle elezioni. Stiamo dunque ragionando nel merito di come riuscire a farlo entro la legislatura – dice Renzi – se ce la si fa, o se raccogliere le firme e poi farlo subito dopo, all’inizio della prossima legislatura”.
Il leader di Italia Viva non ha ancora una vera alternativa al Reddito di cittadinanza, tanto da ignorare una domanda in merito, ma è sicuro che la misura non stia aiutando chi ne ha bisogno.
“È un tema complesso dal punto di vista procedimentale – spiega Renzi – però indipendentemente dalle procedure, che ovviamente seguiremo rispettando la legge, c’è il tema di fondo che secondo me il reddito di cittadinanza non serve ad aiutare i poveri ma è un modo fatto dai 5 Stelle per buttare via i soldi.
Io sono arrivato a fare il Presidente del Consiglio – aggiunge – e c’erano 20 milioni di euro sulla povertà, sono andato via che c’erano 2 miliardi e 6.
Quindi è giusto mettere i soldi sulla povertà, ma una cosa è mettere i soldi, un’altra è buttarli via”.
“Il meccanismo del reddito di cittadinanza lo sanno quelli che fanno i navigator – spiega ancora il senatore – non sta funzionando.
Fa parte del tentativo del Movimento 5 Stelle di vincere le elezioni, e ci sono riusciti, ma è stato più un tentativo di vincere le elezioni che di risolvere il problema.
Allora io dico troviamo il modo di mettere questi soldi a sostegno delle persone per trovare lavoro e non per dare un sussidio e far dipendere la persona che ha bisogno dal politico di turno”.
Fuori dal teatro nel quale Renzi presentava il suo libro, si è dato appuntamento un discreto numero di contestatori.
Nel mirino proprio la proposta referendaria del senatore.
A protestare sono stati infatti i disoccupati del movimento “7 novembre” che hanno esposto cartelli ironici su un ipotetico quesito referendario: “Volete estendere il reddito di cittadinanza e allontanare il senatore Matteo Renzi dalla politica italiana?”.
Il Reddito di Cittadinanza
Vittorio Sgarbi durissimo: “Voto di scambi, ecco le cifre che lo dimostrano”

Milano, 27.09.2021 liberoquotidiano - A fare i conti su una delle più grande storture dell'Italia di oggi, sul Corriere della Sera, è Milena Gabanelli.
Si parla del reddito di cittadinanza, l'assegno-bandiera del M5s che tante, troppe storture e sprechi ha generato.
Lo stesso reddito che, oggi, è nel mirino un po' di tutte le forze politiche, con i grillini accerchiati e soli nel difenderlo. Addirittura, Giuseppe Conte ha recentemente affermato che "per abolirlo dovranno passare sul mio cadavere".
Insomma, il leader difende a spada tratta il disastro.
Dunque, eccoci alle impressionanti cifre snocciolate dalla Gabanelli sul Corsera.
Secondo l'inchiesta, sono 123.697 i furbetti a cui, ad oggi, è stato revocato l'assegno con le 5 Stelle.
E ancora, si insiste sulla necessità di rivedere le soglie: il 36% di chi lo incassa, infatti, non è povero assoluto e il 56% degli indigenti, in verità, non riceve nulla.
Un lungo articolo che è una aspra critica, quasi una condanna, al reddito di cittadinanza.
La Gabanelli, inoltre, nel pezzo firmato insieme a Rita Querzè, indica quali sono gli aspetti sotto i quali la misura deve essere riformata, se proprio l'abrogazione non fosse possibile.
E quest'inchiesta del quotidiano di via Solferino viene rilanciata sui social da Vittorio Sgarbi, da sempre contro il reddito pentastellato, da sempre in prima fila a combatterlo con i toni tranchant, e durissimi, che lo contraddistinguono.
E anche in questo caso, il critico d'arte non fa eccezione.
"Sul Corriere della Sera - cinguetta Sgarbi - la Gabanelli racconta di come ben 123 mila persone ricevono soldi senza averne i requisiti.
Ai 5 Stelle non interessava aiutare chi realmente avesse bisogno, ma premiare chi li ha votati.
Ecco perché il Rdc è stato voto di scambio", conclude Vittorio Sgarbi con la più pesante delle accuse.
Voto di scambio, appunto.
Il peso del Reddito di Cittadinanza nel Voto di Napoli

Napoli, 08.10.2021 ladiscussione - Spentosi l’entusiasmo per la schiacciante vittoria di Gaetano Manfredi, neo sindaco di Napoli, riflettiamo sull’esito della competizione elettorale sulla base dei numeri. Sine ira ac studio, avrebbe detto Tacito. Ebbene i numeri dicono una verità: Manfredi ha stravinto grazie al reddito di cittadinanza. Senza del quale sarebbe stato condannato ad un sempre pericoloso ballottaggio. Dai dati forniti dall’Inps relativi al mese di luglio 2021, nella città di Napoli figuravano ben 183mila nuclei familiari percettori del reddito di cittadinanza. Più dell’intera Lombardia e dell’intero Veneto sommati. Era pertanto elementare prevedere che questi percettori del reddito avrebbero votato per il candidato appoggiato dai 5 Stelle e la cui vittoria avrebbe comunque garantito continuità al ricevimento del sussidio. E’ prevalso l’istinto di conservazione. Si potrebbe obiettare: ma perché mai Manfredi, sindaco potrebbe influenzare una norma nazionale? Certo che non può, almeno direttamente. Ma pensate solo per un momento ad un’ipotetica e contemporanea sconfitta di Manfredi a Napoli, di Gualtieri a Roma (ancora possibile) e di Lorusso a Torino (ancora possibile). Con un Pd a pezzi e i 5 Stelle praticamente cancellati dal panorama politico nazionale Draghi avrebbe impiegato meno di un minuto a programmare e deliberare una decisa falcidia di questo obolo, che se in moltissimi casi è venuto effettivamente incontro ad esigenze vitali di poveri disperati, in molti altri si è dimostrato solo un grazioso ed inspiegabile regalo a truffatori, lavoratori in nero, mafiosi e parcheggiatori abusivi. Con il Pd e i 5 Stelle bastonati dagli elettori, sarebbe stato gioco facile per il premier imporre una sterzata su un provvedimento ormai impopolare, che oltre ad erodere miliardi alle casse dello Stato, si è rivelato un clamoroso flop quanto all’obiettivo finale, quello di favorire l’occupazione attraverso i navigator. L’affermazione che Manfredi ha vinto soprattutto grazie al reddito di cittadinanza è suffragata non solo dai numeri precedenti il voto, ma soprattutto dai numeri, impietosi e inoppugnabili, che emergono dai risultati delle municipalità. Il Movimento 5S è ridotto ai minimi termini in tutta Italia. Percentuali che non superano le dita della mano. Desaperecido. Solo a Napoli ha superato, invece, le due cifre, attestandosi oltre il 10 per cento. E scendendo ancor più particolareggiatamente nell’esame dei flussi ci si accorge che i grillini hanno tenuto solo nei quartieri popolari, vincendo addirittura nelle municipalità di Scampia-Secondigliano (boom del 15%) e di Miano-San Pietro a Patierno (quasi 12%). E si sono piazzati secondi, alle spalle del Pd, in altri quartieri popolari del centro storico come San Lorenzo-Vicaria e della periferia orientale, come San Giovanni-Barra. Fiasco quasi completo, invece, al Vomero e a Chiaia, i quartieri della borghesia. Nelle periferie, dove si concentra il maggior disagio sociale, ma anche e, purtroppo il maggiore tasso di illegalità, Manfredi ha fatto incetta di voti ed ha scansato un ballottaggio che avrebbe potuto riservargli rischi imprevedibili. Ora comunque è chiamato ad un compito immane: raddrizzare una città ridotta allo sbando da dieci anni di disastri di De Magistris. Dieci anni indimenticabili, li ha definiti lui, ed ha ragione. I napoletani non li dimenticheranno certo, li ricorderanno come un incubo dal quale finalmente si sono liberati. Per vincere la sfida Manfredi, innanzitutto, non dovrà farsi condizionare dalle pretese (che verranno) dai 5 Stelle e soprattutto da De Luca, il suo grande e interessato sponsor. E magari dovrà darsi una svegliatina per correggere l’immagine sonnolenta che ha fornito da candidato. Anche questo servirà. Quanto alle cose da fare, che saranno tantissime e concrete, bisognerà che scenda sulla terra e abbandoni quei tratti da sognatore che hanno contraddistinto i suoi timidi proclami in campagna elettorale. Il cardinale Sepe, se fosse stato ancora in carica, nel dargli il viatico dopo la vittoria gli avrebbe detto: “A Maronna t’accumpagni”.
I Talebani riprendono Kabul, civili in fuga

Afghanistan, 16.08.2021 cittanuova - Dopo che il presidente americano Joe Biden ha deciso il ritiro immediato dei marines, i talebani hanno preso il potere nelle principali città afghane, conquistando anche Kabul.
Una denuncia della giornalista della Tv di Stato

Afghanistan, 19.08.2021 ansa - La giornalista ammette: «I talebani non mi hanno permesso di andare a lavorare» Shabnam Dawran è una conduttrice di spicco della televisione di Stato Afghana