Promossi due alleati di Rishi Sunak

Oliver Dowden nominato Vicepremier e Alex Chalk nominato Ministro della Giustizia

 

Gran Bretagna, 21.04.2023 agenpress - Alex Chalk è stato confermato come nuovo segretario alla giustizia in sostituzione di Dominic Raab, dimessosi dopo le accuse di bullismo sui dipendenti.

Chalk è il deputato conservatore di Cheltenham, seggio che ricopre dal 2015. Dall’ottobre dello scorso anno è Ministro di Stato per gli appalti della difesa e prima ancora ministro delle carceri. Prima di diventare deputato, Chalk ha lavorato come avvocato specializzato in casi di antiterrorismo, omicidio e frode grave. Ha anche lavorato brevemente come autore di discorsi per l’ex leader conservatore William Hague quando era leader dell’opposizione. Chalk è un ex allievo del Winchester College, lo stesso collegio indipendente frequentato da Rishi Sunak.

Oliver Dowden è stato nominato vice primo ministro, in sostituzione di Dominic Raab.

È uno stretto alleato politico del primo ministro – come ci si aspetterebbe da essere nominato deputato – ma chi è? Dowden è deputato conservatore per la sede di Hertsmere nell’Hertfordshire dal 2015 e ha ricoperto diverse posizioni di rilievo nel governo.

È stato commissario generale, segretario di Stato per il digitale, la cultura, i media e lo sport, nonché ministro senza portafoglio. Stretto alleato politico del primo ministro, Dowden è stato nominato cancelliere del Ducato di Lancaster nell’ottobre 2022.

Prima di essere eletto alla carica è stato vice capo dello staff dell’allora primo ministro David Cameron e, secondo i resoconti dei media locali, all’epoca ha battuto l’attuale primo ministro Rishi Sunak per essere il candidato conservatore per Hertsmere nelle elezioni del 2015. Nominando Oliver Dowden alla carica di vice primo ministro e Alex Chalk a segretario alla giustizia, Rishi Sunak ha promosso due dei suoi più stretti alleati: mentre entrambi hanno votato per rimanere nell’Unione europea (a differenza del primo ministro), sono ottimi amici di il suo.

Dowden ha condotto la campagna di leadership di Sunak la scorsa estate e Chalk è stato uno dei suoi più entusiasti sostenitori.

Il bullismo di Raab

Vice Premier britannico costretto alle dimissioni

Regno Unito, 20.04.2023 euronews - Sempre traballante il governo di Sua Maestà. Il vice premier britannico e ministro della Giustizia, Dominic Raab (49 anni), si è dimesso.

La ragione?

Una causa giudiziaria in cui è accusato di "comportamento aggressivo e bullismo" nei confronti di funzionari pubblici.

È il risultato di un'inchiesta interna commissionata dallo stesso premier Rishi Sunak.

Fatto fuori da "funzionari sindacalizzati" o per bullismo? Nella sua lettera di dimissioni, pubblicata giovedì su Twitter, Raab nega ogni addebito e afferma di essere vittima di un complotto da parte di "funzionari sindacalizzati" per farlo fuori.

"Un pericoloso precedente per gestire un buon governo," scrive Raab nella lettera.

E in un articolo scritto per il "Telegraph", pubblicato venerdì, lo stesso Raab scrive: "Il popolo britannico pagherà il prezzo di questa vicenda kafkiana".

La "cultura della paura", Finora Raab, più volte ministro e braccio destro del premier Rishi Sunak, è stato oggetto di otto accuse formali di bullismo, che hanno coinvolto almeno 24 persone: i fatti sarebbero avvenuti durante il suo periodo come ministro della Giustizia - attualmente - e, prima, degli Esteri e della Brexit.

Le accuse nei confronti di Raab erano emerse già a novembre, quando si era cominciato a parlare di "cultura della paura", che Raab avrebbe instaurato nei ministeri da lui guidati.

Nella lettera di dimissioni, Raab dichiara di "sentirsi in dovere di accettare l'esito dell'inchiesta", ma sottolinea che il rapporto del suo avvocato Adam Tolley "ha respinto tutte le accuse contro di me, tranne due".

Lo stesso Rishi Sunak è finito sotto accusa, perchè avrebbe saputo del "comportamento inaccettabile" di Raab prima di nominarlo vice premier e ministro della Giustizia.

Il Premier britannico Rishi Sunak

Il premier indagato per conflitto di interessi: le accuse sulle quote di sua moglie rimaste nascoste

Londra, 17.04.2023 open - La moglie del Premier possiede azioni di una struttura di assistenza per bambini che potrebbe godere di grandi benefici da un nuovo piano lanciato dal governo guidato da suo marito. Il Premier britannico Rishi Sunak è indagato per un presunto conflitto di interessi da parte dell’organo di controllo degli standard del Parlamento. L’inchiesta è stata aperta lo scorso 13 aprile dal Commissario Daniel Greenberg, riporta il Guardian, sulla base di una possibile violazione del paragrafo 6 del codice di condotta dei parlamentare secondo cui i deputati «devono essere sempre sinceri e chiari nel dichiarare qualsiasi interesse rilevante in qualsiasi procedimento della Camera o delle sue commissioni, e in qualsiasi comunicazione con ministri, deputati, funzionari pubblici o titolari di cariche pubbliche». Stando a una fonte di Downing street, l’inchiesta punta a far luce sulle quote di una struttura di assistenza per bambini della moglie del premier britannico, Akashata Murthy. Si tratta della Koru Kids, che è tra i sei fornitori privati di assistenza all’infanzia che possono trarre vantaggi da un programma pilota proposto proprio dal governo nel budget dello scorso mese. Quando è stato presentato il piano lo scorso 28 marzo, Sunak non ha mai fatto riferimento agli interessi che ha sua moglie sull’organizzazione quando è stato sentito dall’organo di controllo degli standard del parlamento. Il premier aveva anzi negato di avere altro da aggiungere, dopo che era stato incalzato dalla deputata laburista Catherine McKinnell. Dopo quell’audizione, era emerso che i vertici della Koru Kids avevano anche partecipato a un ricevimento a Downing street, svoltosi subito dopo l’audizione di Sunak in commissione. Non ci sarebbe traccia delle quote della moglie di Sunak neanche nel registro degli interessi che ogni parlamentare è tenuto a compilare e tenere aggiornato in caso di novità. Ma secondo Downing street, Sunak non era tenuto a farlo, perché quelle quote erano citate in un altro registro relativo agli interessi dei ministri. Quel registro però non è stato ancora pubblicato, essendo in fase di aggiornamento da parte del nuovo consigliere per gli interessi ministeriali, Laurie Magnus.

Il Qatar gela l'Europa: "Sull'energia sbaglia, il peggio deve venire"

Doha, 24.05.2023 ilgiornale - Il Qatar boccia le politiche energetiche europee e ammonisce: «Il peggio deve ancora venire». Una previsione spiazzante che, dal Forum economico di Doha, è risuonata come una vera minaccia mettendo in luce quanto la guerra russo-ucraina abbia riscritto gli equilibri geopolitici. E come il Qatar-gate scoppiato a Bruxelles abbia raffreddato i rapporti tra il Paese arabo e il Vecchio Continente.

Non un dettaglio visto che il grande accusatore è oggi uno dei nostri principali fornitori di Gnl: «Solo un inverno mite è riuscito a salvare quest'anno l'Europa e l'umanità», ha detto il ministro dell'Energia del Qatar Saad Sherida Al-Kaabi. Ma «se l'economia inizia a riprendersi nel 2024 e se ci sarà un inverno normale, allora capiremo che il peggio deve ancora venire», ha aggiunto, sottolineando che le fonti di energia rinnovabile generano elettricità, ma non possono risolvere i problemi. «C'è bisogno di un giusto mix energetico», ha affermato, spiegando che la spinta globale verso fonti di energia più pulite si tradurrà in una carenza di forniture di petrolio e gas. Insomma, se avremo un inverno in deficit di gas la colpa sarà dell'Europa che dovrà incassarne le conseguenze (su prezzi e disponibilità). Come rilevato dal New York Times, il Qatar sta diventando l'Arabia Saudita del gas, un fornitore di energia indispensabile con vaste riserve e costi molto bassi.E il suo modo di leggere la transizione energetica non passerà sotto traccia. Guardando ai numeri, le esportazioni energetiche del Paese, di cui il gas naturale è di gran lunga il più importante, sono raddoppiate nel 2022; lo stesso anno in cui il Paese ha avviato la costruzione di quattro nuovi giganteschi terminali di produzione, investimenti che aumenteranno la capacità di esportazione del Qatar di oltre un terzo entro il 2026. Qatar Energy, la società statale che opera nel settore, si sta espandendo in tutto il mondo con investimenti in Brasile, Suriname, Angola, Sudafrica e altrove ha di recente negoziato un accordo di 15 anni per la fornitura di gas alla Germania.

E in Italia?

Il principale punto di importazione del gas del Qatar è il rigassificatore della Adriatic Lng, il quale immette il gas nella rete italiana a Cavàrzere (Venezia) grazie al contratto di lungo termine con Edison che importa circa 6,4 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Quasi la metà del totale di gnl importato che è stato di 14,2 miliardi nel 2022 (4,1 miliardi nel solo primo trimestre 2023).

Anche Eni ha importanti rapporti con il Qatar visto che il Paese è tra quelli che stanno contribuendo gradualmente alla sostituzione delle forniture di gas russo: 9 miliardi arrivano dall'Algeria e dal Qatar una quota parte degli 11 miliardi che gradualmente saranno sostituiti con il contributo anche di altri paesi come Angola, Congo, Nigeria, Indonesia e Mozambico. A giugno scorso Eni è stata selezionata poi da QatarEnergy come nuovo partner internazionale per l'espansione del progetto North Field East, un giacimento di gas naturale del Paese.