Presentare “dichiarazioni di conflitto di interessi”

Parlamento Ue: Qatargate, primi elementi di riforma per maggiore trasparenza.
Metsola: rafforzare integrità e indipendenza degli eurodeputati
Bruxelles, 09.02.2023 agensir - I presidenti dei gruppi parlamentari dell’Eurocamera hanno approvato i primi punti chiave del piano di riforma, proposto dalla Presidente Roberta Metsola, per rafforzare l’integrità, la responsabilità e l’indipendenza degli eurodeputati. Il piano è stato approvato durante la Conferenza dei presidenti a Bruxelles. Lo comunica in una nota il Parlamento europeo. “Ho promesso un’azione rapida e decisiva in risposta alla fiducia che abbiamo perso. Le riforme concordate oggi rappresentano un nuovo inizio per rafforzare l’integrità, l’indipendenza e la responsabilità del Parlamento europeo”, ha dichiarato la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Tra le nuove misure si prevede “un periodo di pausa per gli eurodeputati prima che possano iniziare attività di lobby sul Parlamento Europeo quando non sono più in carica”. I parlamentari Ue dovranno rendere “più chiare tutte le informazioni online relative all’integrità del lavoro parlamentare”.

“Tutti i deputati, gli assistenti e altro personale con un ruolo attivo su una relazione o risoluzione, dovranno dichiarare gli incontri programmati con i rappresentanti diplomatici di Paesi terzi e con terze parti iscritte nel registro per la trasparenza”. Ma saranno consentite esenzioni specifiche. Inoltre, sarà obbligatorio inserire nel Registro per la trasparenza qualsiasi evento con la partecipazione di rappresentanti di interessi nel Parlamento Ue. Saranno vietati i gruppi di amicizia con Paesi terzi in cui esistono già interlocutori parlamentari ufficiali”. Tutti i maggiorenni dovranno compilare un nuovo registro di ingresso al Parlamento Ue (non si applica ai giornalisti e alle altre istituzioni Ue). Gli ex deputati ed ex dipendenti riceveranno un badge giornaliero. I relatori, anche quelli ombra, dovranno presentare una “dichiarazione di conflitto di interessi alla segreteria della commissione competente al momento della nomina”.

Il modulo di dichiarazione degli interessi finanziari includerà “informazioni più precise sui lavori secondari e le attività esterne dei deputati”. Si introdurrà un’attività di formazione sulla conformità alle regole e whistleblowing. Si applicheranno nuove norme per la lotta alle interferenze straniere sulle risoluzioni presentate con urgenza. Infine, si rafforzerà la cooperazione con le autorità nazionali per una più serrata lotta alla corruzione.
La legge vieta gli aborti

Corte di Appello ripristina la Legge Anti-Aborto in Texas
Usa, 09.10.2021 tgcom24 - La corte d'appello federale di New Orleans ha permesso al Texas di ripristinare la controversa legge che vieta la maggior parte degli aborti nello Stato. Entrata in vigore il primo settembre, vieta l'aborto una volta rilevato il battito cardiaco dell'embrione, a circa sei settimane di gravidanza. La legge era stata temporaneamente bloccata mercoledì da un giudice federale del Texas dopo un ricorso dell'amministrazione Biden.

La sospensione temporanea della norma aveva fatto riprendere la pratica degli aborti oltre le sei settimane nelle cliniche statali. Ma il nuovo ordine è stato emesso venerdì sera e arriva appena un giorno dopo che un tribunale di grado inferiore di Austin si era schierato con l'amministrazione Biden e aveva sospeso la legge del Texas nota come "Senate Bill 8".
Il procuratore generale del Texas, il repubblicano Ken Paxton, aveva fatto però appello alla Corte federale di New Orleans, considerata una delle più conservatrici del Paese, che si è pronunciata in suo favore. "Grandi notizie stasera", ha twittato Paxton non appena è stata rilasciata la decisione sull'appello. "Combatterò gli eccessi del governo federale in ogni momento", ha aggiunto.

Con ogni probabilità, il governo federale Usa contesterà la decisione della Corte d'Appello alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Quest'ultima garantiva nel 1973, nella sua emblematica sentenza Roe contro Wade, il diritto delle donne ad abortire e precisava che si applicava fino a quando il feto non è vitale, cioè intorno alle 22 settimane di gravidanza. Negli ultimi anni leggi paragonabili a quelle del Texas sono state approvate da una dozzina di altri Stati conservatori e condannate in tribunale per aver violato tale giurisprudenza. La legge, dunque, vieta gli aborti in Texas una volta rilevata l'attività cardiaca (a circa sei settimane di gravidanza, quando la maggior parte delle donne non sa ancora di essere in attesa), anche nei casi di incesto o stupro.
Una misura di quale civiltà?

Altro che Civiltà : il Reddito di Cittadinanza è un Danno
Roma, 30.08.2021 ilgiornale - Alla sua prima uscita da leader del Movimento 5 Stelle, l'ex premier Giuseppe Conte ha voluto ribadire che il reddito di cittadinanza sarebbe «una misura di civiltà». Peccato che quella scelta politica stia confermando le perplessità che già sollevò all'approvazione, dato che costa ogni anno ai contribuenti ben 8 miliardi di euro, senza che il numero dei disoccupati cali in modo significativo. Tra coloro che sono sovvenzionati, in effetti, soltanto uno su sette trova un posto di lavoro.

La logica di quella riforma è profondamente irrazionale, oltre che ingiusta. Con la ricchezza prodotta da quanti lavorano si finanziano quanti non lavorano; ne discende che il numero dei lavoratori diminuisce, mentre quello dei disoccupati aumenta. In particolare, per come è stata concepita tale politica, tratta una difficoltà cronica e cioè la disoccupazione di lungo periodo di taluni ambienti sociali e di certe aree come se si trattasse di un problema acuto. Se però un aiuto può aver senso in situazione estreme (come, ad esempio, di fronte a un terremoto), non lo è dinanzi a fragilità che vanno affrontate andando alla radice del problema. Il risultato è che, a dispetto delle intenzioni, la situazione viene aggravata.

Spesso si evidenzia come il reddito di cittadinanza sia particolarmente ingiusto per coloro che lavorano, anche in cambio di salari modesti, e vedono una parte della loro fatica finire a chi, invece, resta a casa tutta la settimana. La ridistribuzione che accompagna questa misura assistenzialistica, però, nel lungo periodo danneggia ancora di più proprio quelli che, in linea teorica, sarebbero i «beneficiari». Come succede quando un padre rovina il figlio continuando ad aiutarlo anche quando ha trent'anni e neppure cerca un lavoro, il prezzo più alto di questa misura è proprio a carico della parte più debole del Paese.

Non è facile dire se questo peggioramento delle famiglie più povere sia cinico e intenzionale (alla maniera peronista, spesso i politici traggono la propria forza elettorale da ampi settori sempre più miseri e bisognosi di sussidi), oppure sia soltanto il risultato di buone intenzioni male orientate. In ogni caso è evidente che il reddito di cittadinanza tanto difeso da Conte eleva il parassitismo a stile di vita, promettendo la possibilità di godere di risorse non prodotte con il proprio impegno. Non è allora una misura di civiltà, ma un ulteriore e deciso passo verso l'imbarbarimento.
A chi : il ruolo di voce forte dell'Ue?

Draghi ottiene il via libera di Biden: il G20 straordinario sull'Afghanistan si farà a settembre
Roma, 24.08.2021 ilgiornale - Per qualche giorno Mario Draghi ha temuto di aver peccato di ottimismo. E ha visto traballare la sua proposta di convocare a settembre una riunione straordinaria del G20, anticipando di fatto quella già in programma a Roma per il 30 e 31 ottobre. Il format che vede seduti allo stesso tavolo le venti potenze economiche mondiali - presieduto quest'anno dall'Italia - è infatti il luogo più adatto dove poter davvero affrontare il delicatissimo dossier dell'Afghanistan, visto che al summit parteciperanno anche Cina e Russia, due interlocutori decisivi essendo ormai gli unici ad avere un filo diretto con i talebani. Un formato, quello a Venti, che comprende anche Turchia, Arabia Saudita e India, anch'esse con un peso importante nell'area.
Dopo giorni di interlocuzioni diplomatiche, però, il premier sembra essere riuscito a centrare l'obiettivo. Con un via libera informale di Joe Biden, consapevole che la questione va ormai trattata con tutti gli interlocutori e - in uno dei momenti più difficili per la credibilità internazionale degli Stati Uniti - fortemente preoccupato dal fatto che la Casa Bianca possa finire per essere considerata l'unica e sola responsabile del disastro in corso in Afghanistan. Nonostante le fortissime resistenze di Boris Johnson, dunque, il G20 straordinario dovrebbe tenersi a settembre. La prima o la terza settimana, per non sbattere con l'Assemblea generale della Nazioni Unite in programma a New York. Se in presenza a Roma o in videoconferenza è ancora oggetto di confronto, come pure l'opportunità di forzare l'agenda e inserire un punto ad hoc sull'Afghanistan invece di trattarlo semplicemente nella riunione dei capi di Stato e di governo.

E il G7 in programma oggi dovrebbe preparare il terreno proprio in vista del G20. Ma non sarà un passaggio scontato. Draghi, infatti, dovrà riuscire a ritagliarsi il ruolo di mediatore, trovando un punto di caduta che sia condivisibile non solo da Europa e Stati Uniti, ma anche da Cina e Russia. Solo un documento che tenga insieme le istanze di tutti - su accoglienza, rischio terrorismo e rapporto con i talebani - può infatti porre le basi di quel G20 straordinario per il quale si sta spendendo da giorni l'ex numero uno della Bce. Poi, certo, oggi pomeriggio si affronterà anche il nodo della deadline del 31 agosto per terminare le operazioni di evacuazione dall'Afghanistan. Una data di fatto fittizia se, fanno notare dalla Farnesina, gli ultimi voli civili da Kabul sono in programma per il 26-27 agosto, visto che la fine del mese è il termine ultimo per chiudere le basi militari e far partire il personale non civile ancora sul campo. Questione ampiamente affrontata ieri nell'incontro a Palazzo Chigi tra Draghi e i ministri di Esteri (Luigi Di Maio) e Difesa (Lorenzo Guerini). Inutile dire, peraltro, che al di là della volontà degli Stati Uniti (presenti oggi al G7) anche il tema della proroga è difficilmente risolvibile senza un via libera di Cina e Russia (che al G7 non ci sono). Non è un caso che oggi pomeriggio Draghi sia intenzionato a insistere sulla necessità di coinvolgere Pechino e Mosca, perché il contesto geopolitico e strategico dentro il quale perseguire la difesa dei diritti fondamentali in Afghanistan è solo quello che «allargato» a tutti i soggetti interessati: non solo Cina e Russia, ma anche Turchia, Arabia Saudita e India. Che sono tutti membri del G20, la sede naturale, dunque, dove affrontare la questione. Sul punto, il premier ha avuto il via libera informale di Biden. Con il quale ha un rapporto duraturo, che risale ai tempi prima di Bill Clinton e poi di Barack Obama. Al presidente americano, l'ex numero uno della Bce ha assicurato il suo sostegno oggi pomeriggio, per cercare di ottenere una posizione comune tra Ue e Usa. In questo momento di difficoltà, un punto decisivo per l'amministrazione americana.

Poi, se tutto andrà come deve, la palla passerà al G20. Con un Draghi che sembra sempre più intenzionato a ritagliarsi il ruolo di voce forte dell'Ue. Merito di un curriculum che in Italia (e forse in tutta Europa) ha pochi competitor, soprattutto dopo gli anni alla Bce e il suo «whatever it takes» del 2012. E merito anche delle congiunture astrali, quelle che vedono Angela Merkel ormai a un mese dalla pensione (in Germania si vota a settembre) ed Emmanuel Macron in calo di consensi e tutto preso dalle presidenziali francesi del prossimo anno. Sarà al G20, probabilmente, che si porrà un altro tema davvero centrale: favorire la presenza di esponenti non talebani nel futuro governo afghano.
BlackRock - Ue Shock

C’è un gigantesco conflitto d’interessi nel cuore della finanza sostenibile dell’UE
Parigi, 23.08.2021 rinnovabili – Pubblicato il rapporto di BlackRock per la Commissione su come potenziare la finanza sostenibile. Come rendere più verde il settore bancario europeo? La Commissione europea l’ha chiesto a BlackRock, la più grande società di investimento del mondo che controlla un portafoglio da 8.000 miliardi di dollari. E le indicazioni del colosso aiuteranno Bruxelles a plasmare la sua idea di finanza sostenibile. Una scelta criticatissima da larga parte della società civile per l’evidente conflitto di interessi dietro a questo rapporto. Secondo BlackRock, le banche europee non stanno facendo abbastanza per integrare i cardini della finanza sostenibile nelle loro policy. Oltre a essere pigre sarebbero anche cieche o quasi.

Sono ben pochi gli istituti che hanno un’idea della loro reale esposizione ai rischi collegati a fattori ambientali, sociali e di governance (ESG). "Nonostante i maggiori sforzi da parte di banche e autorità di vigilanza, questo studio rileva che il ritmo di attuazione per raggiungere un’efficace integrazione ESG all’interno della gestione del rischio, della vigilanza prudenziale, delle strategie aziendali e delle politiche di investimento deve essere accelerato”, si legge nel rapporto. Tra i punti più critici rilevati da BlackRock cioè la mancanza di una definizione comune di rischi ESG. Per questo, il fondo di investimento invita il settore bancario ognuna europea a sviluppare una definizione unica e granulare virgola in grado cioè di adattarsi a un panorama variegato.

Le dimensioni del colosso finanziario sono tali che ogni sua mossa è in grado di influenzare i mercati, le azioni dei concorrenti e le autorità politiche. Al punto che, quando la commissione aveva reso pubblica la scelta di affidarsi a BlackRock, anche il difensore civico europeo Emily O’Reilly aveva censurato Bruxelles per non aver dato abbastanza peso alle conseguenze del conflitto di interessi. Per Kenneth Haar, ricercatore del Corporate Europe Observatory e membro di Change Finance, “quando lasci che una società finanziaria con grandi investimenti in tutto, dal carbone al gas e petrolio, così come nelle banche, proponga misure politiche sul cambiamento climatico e le banche, ti ritroverai con un approccio leggero. Un approccio che molto probabilmente non farà molta differenza e ritarderà qualsiasi azione reale sul cambiamento climatico. Abbiamo visto BlackRock sostenere così tante volte che l’approccio migliore è quello che consente all’industria finanziaria di prendersi il suo tempo e di autoregolarsi, e qui ripetono questa formula”.
L’Italia non prende atto della realtà

Il Presidente di Confindustria, Bonomi: "Andrea Orlando e Alessandra Todde vogliono punire le imprese"
Rimini, 21.08.2021 lastampa - Il presidente degli Industriali non ci va tanto per il sottile e dal Meeting di Rimini attacca Governo e Sindacati: «Il Ministro Orlando e il Sottosegretario Todde pensano di colpire con un DL le imprese sull'onda dell'emotività di due o tre casi che hanno ben altra origine e su cui dobbiamo intervenire». E poi spiega: «Questo Paese non prende mai atto della realtà: cosa ha tenuto insieme il Paese durante la crisi? Le imprese manifatturiere, che hanno retto. Negli altri Paesi tutti avrebbero avuto un occhio di riguardo dicendo “è il mio asset più importante, lo devo proteggere”. Qui no: vediamo che Orlando e Todde pensano di colpire le imprese con un Decreto sull'onda dell'emotività di due o tre casi che hanno ben altra origine». Per Bonomi, insomma, il DL Todde-Orlando anti-delocalizzazione sarebbe «punitivo nei confronti dell'impresa».

«Siamo tutti d'accordo che è brutto licenziare con WhatsApp, non è quello il metodo. È brutto licenziare. Ma nei primi 6 mesi dell'anno, lo ha detto Tridico, abbiamo assunto 400 mila persone in più in Italia, mentre si parlava di 'valanga di licenziamenti' e abbiamo acquisito un 4,8% di crescita del Pil, probabilmente sarà superiore. Stiamo investendo e mi si viene a dire: Faremo questo provvedimento perché non c'è correttezza?

Bene, caro Stato mi devi 58 miliardi, inizia a darmeli. Mi parli di chiusure? Non dovevi chiudere diverse partecipate pubbliche che costano a italiani diversi miliardi l'anno? Perché non lo fai? Perchè sono poltronifici. Stato, correttezza per correttezza inizia a essere tu corretto», incalza Bonomi. Che ne ha anche per i sindacati: «Sono rimasto colpito di fronte alla possibilità di sedersi a un tavolo e dare una via al Paese» e non averlo fatto, alla possibilità di «rispondere alle due grandi incognite: la salute e le riforme. Abbiamo fallito e mi ci metto anche io anche ma i sindacati hanno fatto un grande errore. Potevamo costruire quello che i nostri padri hanno fatto con la polio, non abbiamo tempo da perdere».

L’Italia rilancia Carlo Bonomi «non può permettersi che i distinguo politici e le elezioni amministrative delle prossime settimane facciano deragliare l'azione del governo Draghi». «Sono molto preoccupato - insiste - che in autunno l'attenzione del Governo sulle riforme venga rallentata». «Temo l'azione dell'esecutivo possa venire fermata ma non ce lo possiamo permettere per impegni presi in Europa sul Pnrr e perché è un'occasione storica che non possiamo fallire se vogliamo creare uno Stato moderno, efficiente e inclusivo».