Allerta sfruttamento falde idriche

Un quinto dell'Italia a rischio desertificazione:
Sicilia, Molise e Basilicata le più colpite
Roma, 25.08.2021 ilgazzettino - In Italia ad oggi un quinto del territorio nazionale è a rischio desertificazione. «In Italia il 10% del territorio è molto vulnerabile. La Sicilia è la regione più colpita (42,9% della superficie regionale), seguita da Molise, Basilicata (24,4%) e dalla Sardegna (19,1%). Secondo il C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche), le aree a rischio sono il 70% in Sicilia, il 58% in Molise, il 57% in Puglia, il 55% in Basilicata, mentre in Sardegna, Marche, Emilia-Romagna, Umbria, Abruzzo e Campania sono comprese tra il 30 e il 50%, dati che indicano che il 20% del territorio italiano è in pericolo di desertificazione».

È quanto si legge nel dossier su incendi e desertificazione presentato oggi a Roma da 'Europa Verde' «Il cambiamento climatico, con siccità prolungate alternate a intense precipitazioni e aumento repentino delle temperature, sta letteralmente divorando il territorio - si legge nel dossier - innescando processi come l'erosione delle coste, la diminuzione della sostanza organica dei terreni (anche a seguito di pratiche agricole intensive) e la salinizzazione delle acque. Le cause del degrado dei suoli sono legate a diversi fattori, sia naturali che antropici.

La desertificazione rappresenta il risultato finale di questo complesso sistema di interazioni che porta a pregiudicare, in modo pressoché irreversibile, la capacità produttiva degli ecosistemi naturali, agricoli e forestali». «I fattori determinanti - prosegue il Rapporto di Europa Verde - che possono condurre al degrado dei suoli sono in particolare: l'erosione, lo sfruttamento eccessivo delle falde idriche, gli effetti della compattazione, la conversione delle aree agricole dovuta all'urbanizzazione ed alle dinamiche di popolazione nelle aree costiere, la salinizzazione primaria e secondaria, l'impatto degli incendi forestali e dei disboscamenti, la perdita di suoli su detriti alluvionali recenti a causa dell'estrazione di sabbia e ghiaia».
