Con Draghi i lavoratori si trovano in difficoltà

Sono già a rischio quindi tutti i lavoratori che hanno effettuato l’isolamento fiduciario da gennaio a giugno di quest’anno

Roma, 25.08.2021 urbanpost - L’isolamento fiduciario dunque non rientra più nei casi di malattia, cosa succede ora per i lavoratori?

Un’alternativa concreta e brutale sarebbe il taglio in busta paga.

I sindacati sono già all’opera e chiedono al Governo di fermare quest’ingiustizia.

Quarantena Inps non paga i lavoratori: sindacati chiedono intervento urgente

Per tutto il 2020 il Governo Conte aveva finanziato 663,1 milioni per difendere i lavoratori entrati in contatto con un positivo.

Ma con Draghi le cose cambiano, nel 2021 le spese per i lavoratori costretti all’isolamento non sono più previste e adesso i lavoratori si trovano davanti a delle difficoltà.

Se non è possibile lavorare in smart working e il dipendente sarà costretto alla quarantena, le opzioni sono due:

o copre il datore di lavoro o scatta il taglio in busta paga.

Unimpresa ha calcolato che si può arrivare fino a mille euro per due settimane di assenza.

Per tutti quei lavoratori che nel 2021 hanno fatto la quarantena l’Inps chiederà indietro i soldi?

Quarantena Inps non paga più: sindacati infuriati.

Tutti coloro che risultano effettivamente positivi, infettati “in occasione del lavoro” restano coperti da Inail e Inps.

Ma la quarantena no per tutto il 2021.

Sono già a rischio quindi tutti i lavoratori che hanno effettuato l’isolamento fiduciario da gennaio a giugno di quest’anno.

Sono almeno 45mila i dipendenti che hanno osservato un periodo a casa per sospetti casi di coronavirus. Cosa li aspetta?

I segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Rossana Dettori, Angelo Colombini e Ivana Veronese, hanno preso in mano la situazione.

Lo scorso 10 agosto hanno inviato una lettera ai ministri Andrea Orlando (Lavoro) e Daniele Franco (Economia), chiedendo “un intervento normativo urgente”.

I lavoratori che hanno l’obbligo di effettuare la quarantena devono essere tutelati.

Inoltre hanno chiesto di proteggere tutti quei lavoratori fragili che dal 30 giugno per i quali saltare un giorno di lavoro non è più considerato come un giorno di ricovero ospedaliero.

Si parla di immunodepressi, malati oncologici, sottoposti a terapie salvavita e disabili gravi.