Silicon Valley Bank è crollata

Elon Musk profumo d’affari per Silicon Valley Bank: “Aperto all'idea” di comprarla.

Washington, 12.03.2023 lastampa -  Elon Musk profumo d’affari per Silicon Valley Bank: “Aperto all'idea” di comprarla. Si muove Biden. Il miliardario risponde al suggerimento di Min-Liang Tan, amministratore delegato di Razer secondo cui «Twitter dovrebbe acquistare Svb e diventare una banca digitale». Elon Musk è «aperto all'idea» che Twitter acquisti la Silicon Valley Bank, fallita improvvisamente venerdì. Su Twitter a proposito del fallimento, infatti, in risposta a un utente che proponeva che il social network acquistasse la banca, il miliardario ha risposto: «Sono aperto all'idea». Il miliardario ha risposto al suggerimento di Min-Liang Tan, amministratore delegato di Razer, che vende computer da gioco, secondo cui «Twitter dovrebbe acquistare Svb e diventare una banca digitale». Anche altri utenti hanno manifestato il loro sostegno alla proposta. Musk, che ha contribuito al lancio di PayPal, ha rilevato Twitter per 44 miliardi di dollari a fine ottobre. Il suo obiettivo è quello di aggiungere i pagamenti alla piattaforma, cosa che presumibilmente l'acquisizione di Svb potrebbe favorire. Intanto il presidente Usa Joe Biden ha chiamato il governatore della California per discutere del fallimento della Silicon Valley Bank, il più grande crollo di una banca Usa dalla crisi Lehman Brothers del 2008. Lo riferisce la Casa Bianca in una nota. «Il presidente e il governatore hanno discusso dei modi per affrontare la situazione», si legge nel comunicato.

Elon Musk interessato alla Silicon Valley Bank

Londra, 12.03.2023 open - Crac Silicon Valley Bank, la vendita a “spezzatino” per frenare il contagio: fallita anche la filiale di Londra. Elon Musk tentato dall’affare. La banca sarà spacchettata per procedere alla vendita delle sue attività e mettere i titoli sani al sicuro. Nel disastro della Silicon Valley Bank spunta anche il nome di Elon Musk che, sollecitato su Twitter a proposito del fallimento della banca californiana, si è detto «aperto all’idea» di un suo intervento. Se sia l’ennesima sparata del miliardario statunitense o un concreto interesse lo chiarirà solo il tempo (anche per l’acquisto di Twitter all’inizio in pochi credevano che l’affare andasse in porto). Nel frattempo l’attesa è per l’inizio di una vendita “spezzatino” delle attività della sedicesima banca Usa, che pareva in buona salute prima che dichiarasse bancarotta. Svb poteva vantare attivi per 212 miliardi di dollari, dopo aver comprato titoli sicuri tra cui T-Bond a lunga scadenza e mutui garantiti dallo Stato che ripagavano a interesse fisso. Complice però il rialzo dei tassi, nel momento in cui la banca ha dovuto vendere il problema è esploso: il valore nominale dei titoli che la banca aveva in pancia si è rivelato inferiore al reale prezzo di mercato. Venendo così 21 miliardi di dollari in bond, Svb ha perso quasi 2 miliardi.

Un problema che, ricorda il Wall Street Journal, riguarda almeno altre 24 grandi banche Usa, che si ritrovano una differenza del 14% tra il valore nominale dei titoli che possiedono e quello di mercato in questo momento. Il rischio contagio nel Regno Unito. I guai per Svb si sono allargati al Regno Unito, dove aveva aperto la prima filiale all’estero. Bank of England ha annunciato la procedura di insolvenza per la controllata britannica, rassicurando comunque sul fatto che Svb nel sistema bancario di Londra ha una presenza limitata e non rischia di creare un problema sistemico. Anzi, secondo indiscrezioni di stampa citate dal Corriere della Sera, sul ramo britannico di Svb vorrebbero mettere le mani i primi concorrenti, tra cui Bank of London.