Trema la Terra e il mondo rabbrividisce

Paesi Bassi, 09.02.2023 ilgazzettino - Una previsione datata 3 febbraio, quindi poche ore prima del terribile terribile terremoto che ha devastato Turchia e Siria. Il tweet è di Frank Hoogerbeets, sismologo olandese che lavora presso il Solar System Geometry Survey (SSGS) nei Paesi Bassi. E fa rabbrividire: «Prima o poi ci sarà un terremoto di magnitudo 7.5 in questa regione: Turchia centro-meridionale, Giordania, Siria, Libano». Nel post, che ovviamente sui social è diventato virale in poche ore, anche una mappa della zona specifica nella quale sarebbe avvenuto il sisma di magnitudo 7.8 qualche ora dopo.

«Come ho affermato in precedenza, prima o poi questo sarebbe accaduto, simile all'anno 115 e 526. Questi terremoti sono sempre preceduti da una geometria planetaria critica, come abbiamo avuto il 4-5 febbraio». Poi il sismologo ha spiegato ancora: «I grandi terremoti nella Turchia centrale hanno causato un cambiamento significativo nella distribuzione dello stress in tutta la regione, con attività sismica fino alla Palestina».

Previsioni dei terremoti: a che punto siamo
«Sono molti gli sforzi che si stanno compiendo in molte discipline delle geoscienze nel cercare i precursori diagnostici che possano fornire informazioni sulla posizione, tempo e grandezza di un imminente evento sismico - spiega al Messaggero Francesca Gori, geologa e ricercatrice della Sapienza -. Anche perché questi processi che avvengono nella crosta terreste, anche se a profondità di decine di chilometri, rilasciano quantità di energia enormi. E devono essere per forza preceduti da segnali precursori identificabili in superficie. I principali progressi - continua - sono stati raggiunti osservando variazioni nelle sequenze di foreshocks, variazioni dei campi elettromagnetici e nella circolazione e nella chimica delle acque sotterranee».

L'area del terremoto
Lo sciame dei terremoti fra Turchia e Siria si è esteso verso Sud di almeno 50 chilometri, continuando a scivolare lungo la faglia Est Anatolica al confine fra Turchia e Siria. Le scosse si stanno propagando anche lungo la seconda faglia che si è attivata il 6 febbraio e si stanno estendendo a Nord-Est della città di Malatya. Sono queste le due faglie attualmente attive e che nell'arco delle ultime 12 ore hanno generato circa 400 repliche.

Ad avere un quadro preciso dei danni aiuteranno le immagini dei satelliti, già acquisite. Resta da sempre una sorvegliata speciale la faglia Nord Anatolica, che arriva a lambire la città di Istanbul. Distante centinaia di chilometri dalle due faglie ora attive, quella Nord Anatolica dal 1939 ha generato sette grandi terremoti.