Natale

Natale 2020, è arrivato l'Albero in Piazza San Pietro dalla Slovenia
Città del Vaticano, 01.12.2020 askanews - Una gru ha sollevato in piazza San Pietro l'abete rosso di 28 metri e diametro di 70 centimetri giunto dal comune di Kocevje, sul fiume Rinza, in Slovenia. Questo, insieme al Presepe, sarà l’allestimento natalizio in Vaticano, difatti fin dai tempi antichi, l’abete è simbolo di fertilità e solennità natalizie. L’inaugurazione, avverrà venerdì 11 dicembre alle ore 16.30 – pur con le limitazioni imposte dalla pandemia – in una cerimonia ristretta e presieduta dal Presidente e dal Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. L’albero e il presepe rimarranno esposti ai visitatori fino al 10 gennaio 2021, Festa del Battesimo del Signore. Il presepe monumentale, invece giunge da Castelli, in provincia di Teramo, centro per la ceramica dal sec. XVI
Incendio auto elettrica

il curioso intervento dei Pompieri in Belgio
Anversa, 28.08.2021 automoto - Una pagina pubblica su Facebook ha pubblicato un paio di scatti legati allo spegnimento di un incendio di un'auto ibrida. Le foto, che mostrano due passaggi cruciali di questo processo, evidenziano come l'auto viene presa e messa all'interno di una vasca per mantenere raffreddata la batteria per lungo tempo.
Ecco tutti i passaggi spiegati per filo e per segno: "Dove un incendio ′′ normale ′′ è una questione di spegnimento e di trasporto, un incendio in un'auto ibrida è un lavoro molto più complicato. Giunti sul posto, abbiamo rilevato un forte sviluppo di fumo che fuoriusciva dalla batteria. Questo è quello che succede quando la temperatura di una batteria aumenta significativamente. Le fiamme erano già visibili poco dopo l'arrivo. Dopo aver abbattuto le fiamme, abbiamo raffreddato pesantemente il veicolo e lo abbiamo inserito in un apposito contenitore.
Del resto una batteria danneggiata può riprendere fuoco anche dopo un raffreddamento marcato a causa di una reazione chimica nella batteria. Per fermare questa reazione, è necessario raffreddare la batteria per molto tempo. Quindi per questo utilizziamo un apposito contenitore in cui il veicolo può essere sommerso per un periodo più lungo. Il contenitore è stato inserito in un parcheggio."
Ovviamente il procedimento non si ferma solo a questo, ma prosegue anche per la rimozione del mezzo: "Una volta che il veicolo sarà completamente raffreddato, un servizio di traino lo rimuoverà dal contenitore e lo indirizzerà al concessionario. Una vettura ibrida che prende fuoco a causa della batteria è comunque da smaltire, e non sarà il liquido a danneggiarla più del previsto. Ovviamente anche l'acqua per estinguere l'incendio è stata smaltita, in quanto inquinata, e per questo è stata depositata in serbatoio e verrà controllata e lavorata.
Incidente con auto elettriche

come funziona lo stacca-batteria
Torino, 03.10.2019 sicurauto - Le auto elettriche più recenti hanno uno stacca-batteria automatico che aiuta i soccorritori e impedisce scosse o incendi: ecco come funziona quando si attiva, Il pericolo d’incendio di prendere la scossa dopo un incidente sono i timori più grandi con un’auto elettrica. Senza contare poi che, oltre alla preparazione e all’abilitazione CEI 11-27, chi interviene su un’auto elettrica o ibrida deve mettere in sicurezza il veicolo prima di operare. Per evitare inutili ritardi le auto elettriche più recenti hanno uno stacca-batteria automatico. Vediamo come funziona in caso di incidente e cosa cambia rispetto alla procedura tradizionale per la messa in sicurezza di un’auto elettrica.
Come mettere in sicurezza un’auto elettrica dopo un incidente - Normalmente in caso d’incidente con un’auto elettrica, il soccorso meccanico e i vigili del fuoco devono essere in grado di mettere in sicurezza l’impianto ad alta tensione. Staccare la batteria in pratica è obbligatorio prima di poter soccorrere eventuali feriti o rimuovere l’auto dalla strada. Ma tutte le auto sono diverse e anche se esiste un database a disposizione dei soccorritori con le schede di soccorso, il più delle volte accedere ai connettori di emergenza è difficoltoso. Ecco perché appena intervengono i vigili del fuoco, per mettere in sicurezza un’auto elettrica incidentata tranciano i cavi ad alta e bassa tensione o scollegando il connettore principale come nell’immagine sotto.
Quando chi soccorre un’auto elettrica non è un professionista - Bosch però ha realizzato dei sensori automatici stacca-batteria che in modo simile all’airbag si attivano in caso d’incidente. Si tratta di microchip dotati di piccole cariche esplosive che interrompono l’impianto elettrico dalla batteria agli altri componenti dell’auto. Per convenzione i cavi ad alta tensione delle auto sono contrassegnati dal colore arancione ma individuarli non è facile su un’auto che potrebbe essere fortemente danneggiata. In questi casi la corrente della batteria potrebbe arrivare alla carrozzeria e provocare shock elettrici anche ai primi soccorritori, che possono essere anche automobilisti di passaggio.
Lo stacca-batteria automatico su un auto elettrica si basa su un semiconduttore che attiva quello che nel gergo viene definito “pirofusibile”, cioè un fusibile che si brucia. Se l’auto elettrica è coinvolta in un incidente e si attivano gli airbag, si attivano anche i pirofusibili sui cavi ad alta tensione. Si attivano così tante piccole micro-esplosioni che interrompono il collegamento tra l’elettronica di potenza e la batteria dell’auto elettrica.
Speciale sull'Auto elettrica in situazioni di incidente

Auto ibride ed elettriche:
cosa fare in caso di incidente
Milano, 28.03.2019 automoto - L'auto elettrica o ibrida è davvero più pericolosa di un'auto con motore a benzina o gasolio in caso di incidente? In teoria no, come sostengono i Vigili del Fuoco di tutto il mondo, a patto di adottare certe precauzioni per via delle alte tensioni elettriche che sono in gioco e della presenza delle batterie che in caso di incendio vanno trattate in maniera specifica dai soccorritori.
In caso di urto, infatti, un eventuale danno alle batterie potrebbe innescare un incendio al pari di un'auto alimentata da liquidi infiammabili come benzina verde o gasolio, ma visto che l'energia elettrica è invisibile e inodore bisogna essere ancora più prudenti perché le fiamme potrebbero propagarsi senza preavviso. Va tenuto anche a mente che le batterie possono rilasciare delle sostanze nocive per contatto o inalazione, mentre può essere concreto il rischio di folgorazione se i circuiti sono danneggiati. Dal punto di vista dell'automobilista, si possono però adottare le linee-guida di sicurezza tracciate dalla NHTSA, l'autorità americana per la sicurezza dei veicoli, in caso di incidente con danni significativi.
1. Aprire tutti i finestrini prima di uscire.
2. Spegnere l'auto, azionare il freno a mano e/o mettere la leva del cambio nella posizione di parcheggio “P”. Estrarre la chiave di avviamento e/o portarla con sé.
3. Chiamare i soccorsi chiedendo l'intervento dei Vigili del Fuoco, specificando che è coinvolta un'auto elettrica o ibrida e fornire marca e modello.
4. Non toccare la vettura ed evitare di inalare gas e vapori o toccare i liquidi che eventualmente possono fuoriuscire dalla vettura.
5. Tenersi ad una distanza di sicurezza di almeno 10 metri. La migliore posizione è quella sopraelevata e sopravvento rispetto al veicolo danneggiato. Ciò servirà anche a disattivare i circuiti in caso sia presente un sistema di apertura delle portiere a distanza e/o di avviamento “keyless”.
6. All'arrivo dei Vigili del Fuoco ribadire che si tratta di una vettura elettrica/ibrida e fornire marca e modello.
Le stesse precauzioni vanno adottate in caso di veicolo sommerso o alluvionato. Un'ulteriore misura di sicurezza potrebbe essere quella di tenere a bordo la scheda di soccorso, il documento stilato da ogni Casa che fornisce ai pompieri le informazioni su quali punti e come intervenire per mettere in sicurezza la vettura ed eventualmente estrarre gli occupanti al suo interno. Va tenuta fissata all'aletta parasole lato conducente e la sua presenza può essere segnalata con un adesivo sul parabrezza (in Italia lo si può richiedere all'Associazione Familiari e Vittime della Strada sempre attraverso il sito www.schedadisoccorso.it da cui si possono scaricare le schede di soccorso per la propria auto).
In ogni caso le squadre dei Vigili del Fuoco chiamate a intervenire sanno come operare. L'intervento su un'auto elettrica o ibrida presuppone infatti una specifica preparazione e dotazione di sicurezza, come tute, guanti, caschi e pinze isolanti dalle alte tensioni e procedure specifiche per lo spegnimento degli incendi alle batterie, in particolare quelle agli ioni di litio che possono bruciare a lungo prima di essere messe definitivamente in sicurezza.
Una circolare della Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica dei Vigili dei Fuoco emanata sul finire del 2018 ha affrontato in maniera specifica il tema. Nel documento si legge: «Un apposito gruppo di lavoro, costituito da tecnici dei vigili del fuoco, rappresentanti di aziende elettriche installatrici di infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, rappresentanti delle case automobilistiche costruttrici di veicoli elettrici e/o ibridi (CUNA), rappresentanti del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), ricercatori e studiosi (ENEA, Università) e professionisti antincendio, ha raccolto i dati disponibili a livello nazionale ed internazionale ed ha concluso che, allo stato attuale, non risulta che i veicoli elettrici presentino un livello di rischio di incendio e/o esplosione maggiore rispetto ai veicoli tradizionali; inoltre, le stazioni di ricarica delle batterie dei veicoli elettrici, allo stato attuale, risultano presentare rischi di natura prettamente elettrica».
Nessuna paura, dunque, ma è bene sapere come comportarsi in attesa dei soccorsi.
“Royal Clipper - France II”

La più grande nave a vela del mondo, un sogno che si realizza: ora si può navigare in silenzio senza inquinare
Venezia, 10.07.2024 tuttobarche - Un veliero lungo 162 metri, largo 18,5, provvisto di 5 alberi e di una superficie velica di oltre 6.000 metri quadrati, quasi di 100 volte le dimensioni di un appartamento di città di una famiglia), realizzato per essere una riproduzione rivisitata della nave “France II” nave mercantile francese costruita nel 1911, un barcone a cinque alberi dotato di due motori Schneider da 900 cavalli di potenza che si incagliò l'11 luglio 1922 sulla barriera corallina di Ouano in Nuova Caledonia.

Una sorta di tributo alla “France II” della Star Clippers, con circa 100 milioni di euro, compagnia di charter operativa in Mediterraneo e ai Caraibi famosa proprio per possedere barche realizzate sui disegni di vecchie navi a vela.

La nave ospita 300 passeggeri in 150 lussuose cabine di cui 34 suite con balcone e 4 suite armatoriali, e 150 membri di equipaggio.

Una sfida ingegneristica non comune, visto che il risultato armonizza l’atmosfera e il fascino delle barche a vela classiche con i più rigidi e moderni regolamenti in fatto di sicurezza e protezione ambientale, nonchè con esigenze di clienti che, ameranno quella sensazione un po’ retrò di navigare a vela su una nave così grande, ma non avranno intenzione di scendere a mare usando la scala di corda con gradini in legno appesa al bordo dell'imbarcazione detta “biscaglina”.

E infatti la nuova nave della Star Clippers possiede tutti i comfort e le attrezzature di lusso di una moderna imbarcazione: biblioteche e pianoforti, connessione internet wi-fi, tv e aria condizionata, piattaforma apribile a poppa con accesso diretto all’acqua, la coperta di teak, tre piscine (riempite con acqua di mare o dolce), di cui una profonda per le immersioni, idromassaggi, vasche, ampio ponte, massaggi e trattamenti di bellezza, piattaforma per sport acquatici/marina sul retro della barca, biblioteca, sala reception, Piano-bar, Tropical Bar, bar sul ponte, bar sul ponte, sports/diving bar, ristorante su due ponti e due sale da pranzo private.

Da un punto di vista tecnico, la Nave avrà tutto ciò che è richiesto per la navigazione anche nei mari delle zone del ghiaccio, ma la sua specificità sarà quella di poter essere manovrata a vela anche da poche persone di equipaggio (e perfino dagli ospiti, se vorranno).

Oltre alle vele, la nave sarà dotata di due motori a propulsione elettrica indipendenti da usare in caso di necessità, ma l’idea è quella di muoversi principalmente a vela e ad una velocità prevista compresa tra i 16 e i 20 nodi, ovviamente a seconda delle condizioni meteo marine.

In tema di sicurezza gli accorgimenti adottati per la costruzione sono molteplici: la nuova Star Clippers avrà un sistema di “rientro sicuro in porto”, e di conseguenza tutti gli equipaggiamenti saranno raddoppiati: due sale macchine, due sistemi elettrici, due per l’acqua dolce.

Il sistema consentirà alla nave di rientrare in Porto da una distanza di circa 2.000 miglia (la distanza massima che esiste al mondo tra due coste) anche in caso di incendio, allagamento, avarie.
“A”

Spettacolo sul lungomare di Napoli: riecco “A”, yacht a vela dei record lungo 143 metri
Napoli, 23.08.2021 fanpage - Fa la spola tra la Costiera Sorrentina, Capri e Napoli “A”, il maestoso yacht a vela più grande del mondo: lungo 143 metri, costato la bellezza di 430 milioni di dollari, è stato presenza fissa all’ombra del Vesuvio. Oggi era visibile dal Lungomare Caracciolo per la gioia degli appassionati e non solo.

È di proprietà del miliardario russo Andrey Melnichenko, è dotato di piscine, vasche idromassaggio, di una camera subacquea per l’osservazione dei fondali, di una pista per l’atterraggio di elicotteri.

"A", lo yacht a vela più grande del mondo, continua a dar spettacolo nel Golfo di Napoli, facendo la spola tra la costiera Sorrentina, Capri e la città di Napoli. Stamane all'alba il veliero con le prestazioni da yacht ultra-moderno era sul Lungomare Caracciolo, presumibilmente per un rifornimento, lo spettacolare natante dal design avveniristico è stato notato da tante persone che l'hanno fotografato. In questa estate lo yatch a vela più grande al mondo, lungo 143 metri, costato la bellezza di 430 milioni di dollari, è stato presenza fissa all'ombra del Vesuvio.

Inevitabili le curiosità su qualcosa di così imponente. Di proprietà del miliardario russo Andrey Melnichenko, magnate dell'energia con interessi anche in altri campi, "A" si chiama così per le iniziali del suo nome e di quello della moglie, l'ex cantante e modella Aleksandra Nikolic ma soprattutto per un vezzo: il nome è stato adottato dal miliardario anche per far sì che il suo yacht comparisse per primo in tutti i registri nautici. Fanpage.it ha spiegato tutti i segreti del "re dei mari":

Il super yacht a vela è dotato di piscine, vasche idromassaggio, di una camera subacquea per l'osservazione dei fondali, di una pista per l'atterraggio di elicotteri. Gioiello di tecnologica, dal momento che tutto può essere controllato grazie a uno schermo touch, è anche un fiore all'occhiello per la sicurezza: è dotato infatti di telecamere a circuito chiuso e addirittura di vetri a prova di bombe.