"Solaris"

Yacht "Solaris" in Costa Smeralda
Costa Smeralda, 27.08.2021 galluraoggi - Nei mari della Costa Smeralda c’è il mega yacht Solaris, lo yacht più costoso al mondo e il 16esimo più grande. I 139,7 metri di lunghezza costano la bellezza di 500 milioni di euro.

La regina dei mari di ben 48 cabine appartiene a Roman Abramovich, il miliardario imprenditore russo presidente del Chelsea Football Club.

Il superyacht fa parte del suo patrimonio di 14,5 miliardi di dollari, che comprende anche la sua villa a Kensington, che vale 125 milioni di sterline.

Tra le tante proprietà del magnate russo c’è anche un attico sul Tamigi di 22 milioni di sterline, un jet privato di 75 milioni di sterline e un altro yacht, Eclipse, il secondo più grande del mondo che vale 400 milioni di dollari, con 164 metri di lunghezza.
“Artefact”

Avvistato “Artefact” il mega yacht green del fondatore di Black Berry
Ischia, 21.07.2021 grandenapoli - Lussuosissimo, sfarzoso, maestoso: Artefact è lo yacht che ha incantato il Golfo di Napoli. In giro tre le isole campane – ed in particolare visibile da Cartaromana nei giorni scorsi, ha sostato a Capri e poi a Ischia, facendo sfoggio dei suoi 80 metri.


Lo yacht è a basso impatto ambientale. Con vetri specchiati e design futuristico, totalmente ibrido, ha un valore sul mercato di 150 milioni di dollari. A realizzarlo sono stati i cantieri Nobiskrug, utilizzando 740 metri quadrati di vetro, con un peso di quasi 60 tonnellate. Il proprietario è l’imprenditore Mihal Lazaridis, già fondatore di BlackBerry.

Artefact può essere totalmente silenzioso e – grazie al sistema di propulsione Azipod e a un sofisticato sistema di posizionamento – può restare fermo senza ancorare, per proteggere i fondali marini con equilibri delicati.

Inoltre, essendo dotato di pannelli solari, può navigare lungamente in elettrico. A bordo: un Cinema, una Spa, una palestra ed un’area per il Tai Chi.
Il mondo vuole nuovi Leader

Una giornalista romena nella politica internazionale tra la Romania e l'Italia
Bruxelles, 12.11.2021 international - L'attento sguardo del mondo sulla politica estera e su come gli Stati aiutano e difendono i propri cittadini oltre i confini, ci ha portato con lo sguardo proprio in Italia, dove, Izabela Pulpan, una giornalista di origini romene sta dando lezioni di politica della cooperazione e della difesa dei diritti di tutti i deboli.

I nuovi leader dei popoli sono persone quasi sconosciute ma scelte grazie ai fatti
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una politica legata alla poltrona, i cittadini oramai si sono rassegnati "tanto i politici sono tutti uguali, arrivano al potere e dimenticano gli impegni presi"...
Invece, gli ultimi cambiamenti radicali nella politica internazionale hanno dimostrato che gli elettori, i semplici cittadini sono attentissimi alla vera politica del fare. Emmanuel Macron appare all'improvviso e ruba la scena a Marine Le Pen, e si distingue per la sua tenacità, giovinezza, volontà di fare; la Francia, sceglie lui ed il mondo resta costernato.
L'America porta la sorpresa del candidato Donald Trump che vuole fare tutto per i suoi cittadini, con un populismo esagerato rasente al razzismo, ma, il popolo sceglie lui per la promessa del "fare".
Nomi sconosciuti ma scelti per la perseveranza e per la volontà di concretizzare, di difendere i propri cittadini sono apparsi in Grecia, in Austria, e in Bulgaria.
In Romania, un nome di un giovane alla guida del Governo fà scalpore; si credeva che la Romania avesse cambiato visione; invece, dopo solo sei mesi, il Primo Ministro Grindeanu viene allontanato dallo suo stesso partito.

La giornalista romena che diventa leader di un partito dimostra che vuol dire la politica del fare
Nel corso del Referendum del novembre 2016 abbiamo concentrato l'attenzione sul leader del Partito Stranieri in Italia, giornalista romena, Izabela Pulpan, perchè intervistata dal giornale "Il Mattino" di Napoli, sostiene il "NO" per non togliere i diritti fondamentali agli italiani al fianco di... Salvini nel gruppo "Noi con Salvini" della Campania. Non puoi non scoprire chi è la straniera che alla guida di un partito di tutti gli stranieri, in un momento in cui si parla dei diritti fondamentali degli italiani, soltanto, Lei fa squadra proprio col "nemico" praticamente, per il bene dell'Italia!...
Presente sul territorio italiano, impronta vere battaglie per degli scopi fondamentali, sembrando quasi spedita qui da una forza di un potere immenso... scopre che i bambini vengono discriminati nello sport proprio dal Coni; progetta Cittadinanza Sportiva e fa convegno a Napoli coinvolgendo tutto il mondo istituzionale, ma non riscontra risultati, anzi tentano di boicottarla; con tenacia non si ferma e fa raccolta firme, arriva a Bruxelles a presentare la Petizione e parla dell'importanza dell'uguaglianza dei bambini partendo almeno nello sport, inteso come fondamento nella vera uguaglianza e poi integrazione; non si accontenta del fatto che la Petizione viene ammessa e promossa, e organizza un convegno internazionale a Roma dove coinvolge e porta a presenziare la persona più importante nel mondo nello sport: Marius Vizer - il Presidente di tutte le Federazioni Sportive anche Olimpioniche nel mondo. In breve tempo il compimento della sua missione: Cittadinanza Sportiva, da Lei promossa diventa legge.
Corre in aiuto alle 5000 donne romene sfruttate e costrette ad abortire sui campi di pomodori del Sud Italia dai propri datori di lavoro; denuncia a CEDO, va al Palazzo Chigi e non rinuncia fin quando il Prefetto non prende provvedimenti.
Nello stesso tempo, scrutando la sua attività, scopriamo che inizia a fare indagini giornalistiche e a dare fastidio al sistema corrotto italiano degli assistenti sociali che sottraggono ingiustamente i bambini alle famiglie italiane. Nel 2012 pubblica il libro "Bambini costretti al silenzio e Mamme perseguitate dalla Giustizia". Diventa targhet della guerra degli assistenti sociali che si sentono in pericolo e nel 2015 le tolgono il bambino "con la stessa modalità che lei aveva denunciato nel suo libro" - come riportato dalla gran parte dei media. Scopriamo, dunque, che lei nel rispetto delle Leggi si lascia nelle mani della giustizia e che lotta con più forza e tenacia per la difesa delle famiglie e dei bambini stranieri e italiani oltretutto, denunciando in totale più di quarantamila casi! Nel contempo, stila una proposta di Legge con 27 articoli a difesa dei Bambini e della Famiglia presentandola a tutti i Parlamentari della Camera e del Senato, Izabela Pulpan raggiunge ancora una volta il target preposto e da quel momento in poi iniziano una serie di attenzioni ai problemi esposti e di conseguenza aumentano le iniziative anche legislative per una maggior difesa di famiglie donne e bambini. Non la troviamo abbandonata e depressa per l'ingiustizia ricevuta, ma guerriera e nello stesso tempo diplomatica nell'accogliere l'On. Matteo Salvini a Napoli con la guerriglia urbana all'esterno della sala del convegno, ove lei condanna il grande Sindaco della città metropolita partenopea senza ombra di paura : "De Magistris è razzista, non Salvini", ed ascoltando il suo intervento, percepiamo quanta diplomazia e quanto coraggio nel dire" De Magistris è il Sindaco di tutti, deve ricevere tutti in egual modo", "sarò la prima a votare te, Salvini, se ti candidi come Primo Ministro, però... quanta diplomazia e forza..."se fai stare in tranquillità i miei concittadini stranieri che lavorano in Italia e contribuiscono alla crescita del paese".
Come se non fosse abbastanza, quando il Vicepresidente della Camera dei Deputati - l'On. Luigi di Maio insulta il popolo romeno, non perde tempo e passa all'azione, ma non per fare bella figura nella stampa come hanno fatto altri personaggi politici italiani e romeni, ma dando dimostrazione di coraggio e lealtà nei confronti della sua Romania e del popolo romeno fuori dal comune: ha denunciato il "di Maio" alla Procura della Repubblica prendendosi tutte le responsabilità del caso! Evitando così un gravissimo incidente di Diplomazia Internazionale a danno dell'Italia.

Adesso ci chiediamo:
Chi saprà utilizzare per primo la tenacia e la forza della trascinatrice di aderenze di questa donna, l'Italia o la Romania?
Sicuramente, con un popolo che ha fatto quasi una rivoluzione per destituire il Governo, non starà con le mani in mano e gioverà di ciò che le si offrirà sul piatto d'argento... , anche perchè, la giornalista non è politicizzata con alcun partito romeno, una mossa da scacco matto con una figura di spicco che farà davvero le cose e che non può essere accusata di nepotismo, ma solo di trionfo dimostrato sul campo con i fatti…
Cosa ben diversa in Italia, ove secondo la Izabela Pulpan in tempi non sospetti esordì nel dire che potrebbe cambiare il Governo poichè a detta di molti italiani attualmente vige un governo non eletto, che non darà spazio a nessuno che non sia Pd (era il 2017). Attenzione, però, la romena va forte: sulla tematica dei bambini, come una leonessa che vede il proprio cucciolo chiuso in gabbia ingiustamente. Infatti, appuriamo che col Dipartimento Internazionale Difesa Bambini e Famiglia ha informato nei dovuti tempi, il Papa Francesco Bergoglio, il Presidente dell'Italia, il Presidente della Romania, oltre ad aver invitato il Presidente Commissione Parlamentare per l'Infanzia e l'Adolescenza, l'On. Michela Brambilla, per una discussione risolutiva senza dimenticare il Ministro della Giustizia l'On. Andrea Orlando; si vede che tiene sotto controllo le rappresentanze quasi ad attendere i loro passi falsi e restituire il dovuto a debito momento.
In un articolo del 2015 si parlava di Lei e delle sue realizzazioni ove metteva al centro l'interesse degli altri, in uno dei commenti, un cittadino italiano esordì: "e che aspettate voi, cittadini della grande Repubblica di Romania, a farla Ministra, anzi Presidente?
Noi abbiamo fiuto per i grandi personaggi... Vi porteremo dentro la notizia quando Izabela Pulpan, contesa tra il Parlamento Romeno e quello Italiano, sarà eletta…
To be continued...
La nuova destra oltre gli ideologismi

Così Giorgia Meloni ha allontanato per sempre la Destra dal Fascismo
Roma, 08.10.2021 ilgiornale - Se c'è un politico che ha contribuito ad allontanare la destra italiana in modo definitivo da ogni estremismo, nostalgismi fascisti compresi, quello è Giorgia Meloni. Chiunque abbia avuto a che fare con la destra giovanile dall'insediamento della Meloni alla presidenza di Azione Giovani (il movimento giovanile di An) in poi, lo sa. Fiuggi c'era già stata, ma la gestione della "ragazza della Garbatella" ha contribuito, più di tanti altri passaggi, allo sradicamento di velleità estremistiche e di rimasugli vari. Negli anni Novanta, essere di destra, in Italia, inizia ad essere giustificato ma non è comunque semplice. Una giovanissima Giorgia Meloni costruisce così una realtà post-ideologica, proprio Ag, che diviene maggioritaria nelle scuole, pure in termini elettorali, grazie alla passione per la libertà e allo stile post-ideologico delle battaglie. È così che tanti giovani hanno la possibilità di definirsi di destra senza essere etichettati come fascisti dalla sinistra. Un fatto noto pure all'intellighenzia a cui tuttavia non conviene ricordarlo. Forse certa sinistra preferisce l'andazzo di prima. Fratelli d'Italia nasce sulla scia di quella esperienza, che è appunto condita da un percorso complesso. Facciamo di nuovo un passo indietro. Siamo sempre negli anni 90'. La Meloni appartiene ad una comunità politico-umana, interna ad An, ma denominata dall'ambiente "i gabbiani", che sono conosciuti per non avere la suggestione del fascismo. Altre correnti pensano che la comunità della Meloni, con tutto quell'aperturismo, stia rinunciando all'identità sociale, in funzione di un dialogo non giustificato con le forze centriste e liberali. La storia, come si sa, darà ragione ai "gabbiani" e torto ad altri. E in termini di condanne del fascismo è già stato scritto tutto in questo articolo. Nelle loro sezioni, i gabbiani leggono Pier Paolo Pasolini, che nei limitrofi considerano un avversario. Per non parlare delle canzoni di Francesco Guccini che quei ragazzi, cresciuti tra Colle Oppio e Garbatella, conoscono a memoria. Arriva il 1996: Giorgia Meloni fonda un coordinamento studentesco denominato "Gli Antenati". Lo scopo è quello di contrastare la riforma della scuola voluta dall'allora ministro Rosa Russo Iervolino. Al comitato non aderiscono soltanto i giovani di destra, ma la "maggioranza silenziosa" che la Meloni proverà a rappresentare dapprima con Ag e poi con Fdi. Sono gli albori di una parabola in corso. "Tutti gli uomini di valore sono fratelli" è il titolo di un manifesto affisso alla Sapienza dai "gabbiani" in quel periodo. La raffigurazione presenta Ezra Pound, ma pure Che Guevara, Anna Magnami ed Aldo Fabrizi, ma pure Antonio Gramsci. Se quest'ultimo odia gli indifferenti, la giovane Meloni "detesta la gente che non sogna". Per l'ambiente di An è un mezzo scandalo, perché quell'immagine affissa è una cesura definitiva con le divisioni del passato. Persino Gianfranco Fini, che in materia di sdoganamenti non ha mai fatto mancare il suo apporto, non vede certe istanze di buon occhio. La Meloni ed i gabbiani si dicono contrari alla pena di morte, a differenza dei colonnelli del partito, e procedono con battaglie ambientaliste ante-literram, tipo quella contro il nucleare, che Fini invece vorrebbe. "Fare Verde", l'associazione ambientalista animata dal compianto Paolo Colli, è un fenomeno che An fatica a comprendere. Ma Fabio Rampelli, Marco Scurria, Marco Marsilio, Francesco Lollobrigida, Nicola Procaccini e tanti altri hanno la loro impostazione e tirano dritto. Negli anni Novanta si usa fare quello che viene chiamato "presente". È una cerimonia commemorativa che riguarda ogni singolo ragazzo di destra caduto tra gli anni sessanta e l'inizio degli anni ottanta per via degli Anni di Piombo. Le comunità si alternano dinanzi ai luoghi della memoria. Alcune realtà fanno il "saluto romano". La Meloni ed i suoi no: commemorano, ma cancellano il saluto fascista dalla prassi. Azione Giovani tutta si adegua. Sta nascendo una destra che oltrepassa gli ideologismi. L'ha costruita la Meloni, la stessa cui oggi cercano in tutti i modi di appiccicare un'etichetta quando non sanno che altro dire.
Fuori l’ideologia dalle istituzioni

La Boldrini emette già sentenze: “Via Salvini e Meloni”
Roma, 08.10.2021 ilgiornale - Continua l'eco prodotto dall'inchiesta "Lobby nera", sulla quale anche l'ex presidente della Camera Laura Boldrini, com'era ovvio attendersi, ha voluto dire la sua: cogliendo al volo l'occasione propizia, l'ex presidente della Camera dei deputati ha attaccato sia il leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni che il segretario del Carroccio Matteo Salvini.
Pur essendo ancora in corso l'inchiesta di Fanpage sul caso Fidanza, la rappresentante dem ha preferito non attendere oltre per affondare il colpo e chiedere esplicitamente le dimissioni dei suoi acerrimi rivali politici. Come le è capitato in altre circostanze, la Boldrini ha scelto i social network per sputare veleno: "In un Paese normale, dopo l’inchiesta di Fanpage, ci sarebbe stato un terremoto politico", ha esordito l'ex Leu su Twitter. "Salvini e Meloni si sarebbero fatti da parte. Invece no, stanno ancora lì.

Ma noi continuiamo a dire: fuori l’ideologia fascista dalle istituzioni repubblicane", ha concluso.
Insomma, nessun bisogno di attendere oltre, senza considerare le responsabilità reali ed i risvolti della vicenda, la Boldrini ha già emesso la propria sentenza di condanna.
Solo una sentenza ha fatto gridare allo scandalo il deputato dem, quella formulata contro l'ex sindaco di Riace Domenico Lucano: da brava paladina delle Ong che caricano clandestini nelle acque del Mediterraneo, l'ex presidente della Camera non poteva restare insensibile, fino a commuoversi profondamente per la "sentenza abnorme".
Dopotutto, cosa saranno mai i reati contestati all'ex cittadino di Riace? Si parla "solo" di favoreggiamento di immigrazione clandestina, truffa e abuso di ufficio, per ben 13 anni e 2 mesi di reclusione.
Con l'opportunità perfetta per rifarsi sui suoi avversari politici, anche per la frustrazione dovuta alla condanna dell'adorato Lucano, l'esponente dem non ha esitato ad attaccare a testa bassa.
A nulla sono valse le parole della leader di FdI Giorgia Meloni, che ha attaccato duramente Carlo Fidanza, parlando addirittura di espulsione dal partito in caso di avvicinamento ad ambienti razzisti e filofascisti. La stessa Meloni è lontana da simili deprecabili ideali.
Per Laura Boldrini la colpa è assoluta, e tutti devono subire le conseguenze. Si tratta di un'occasione troppo ghiotta per potersi vendicare dei "nemici" del centrodestra.
Lucarelli contro Boldrini

“Altro che rispetto, ecco le denunce delle donne che hanno lavorato con Lei”
Roma, 23.03.2021 secoloditalia - Laura Boldrini, la paladina delle donne, sempre in prima linea per difendere i diritti, stavolta deve difendersi dall’accusa di aver “maltrattato” le sue collaboratrici.
Lo si legge in un articolo del Fatto Quotidiano, a firma di Selvaggia Lucarelli. Dalle testimonianze riportate emerge un’immagine diversa dell’ex presidente della Camera ed ed esponente del Pd.
Laura Boldrini, il racconto della collaboratrice domestica
Si parte con Lilia, collaboratrice domestica moldava che si è dovuta rivolgere a un patronato della Capitale. La sua datrice di lavoro per otto anni, a dieci mesi dalla chiusura del contratto, non le avrebbe pagato la liquidazione.
Il Fatto riporta il suo racconto. «Io non voglio pubblicità, ma confermo che a maggio dello scorso anno ho dovuto dare le dimissioni perché la signora, dopo tanti anni in cui avevo lavorato dal lunedì al venerdì, mi chiedeva di lavorare meno ore, ma anche il sabato. E io ho famiglia, dovevo partire da Nettuno e andare a casa sua a Roma, per tre ore di lavoro. Siamo rimaste che faceva i calcoli e mi pagava quello che mi doveva, non l’ho più sentita. Io sono andata al patronato, ho fatto fare da loro i calcoli. La sua commercialista mi ha detto che mi contattava e invece è sparita. Alla fine, tramite l’avvocato messo a disposizione dal patronato, ora siamo in contatto, mi faranno sapere. Io comunque la signora non l’ho mai più sentita, non la volevo disturbare. Mi dispiace perché non sono tanti soldi, circa 3.000 euro, forse è rimasta male che non abbia accettato di andare il sabato. Io ero dispiaciuta».

La storia di Roberta, ex collaboratrice parlamentare
Nell’articolo si racconta anche la storia di Roberta, ex collaboratrice parlamentare che da Lodi andava a lavorare a Roma. «Guadagnavo 1.200/1.300 euro al mese, da questo stipendio dovevo togliere costi di alloggio e dei treni da Lodi», dice. E aggiunge: «Ero assunta come collaboratrice parlamentare e pagata quindi dalla politica per agevolare il lavoro di un parlamentare, ma il mio ruolo era anche pagare gli stipendi alla colf, andarle a ritirare le giacche dal sarto, prenotare il parrucchiere. Praticamente facevo anche il suo assistente personale, che è un altro lavoro e non dovuto. Dovevo comprarle trucchi o pantaloni. Lei ha una casa a Roma, quando rimaneva sfitta io portavo pure gente a vedere l’appartamento o chiamavo le agenzie immobiliari. Per questi problemi con la colf bisognava ricostruire tutti i suoi pagamenti, un’ansia pazzesca».
Roberta spiega al Fatto che «a maggio finito il lockdown, ho chiesto di rimanere in smart working… Lei mi ha risposto che durante il lockdown con lo smart working avevo risparmiato.
A un certo punto parte del suo staff aveva pensato di fare una colletta per pagarmi i treni. Ho dato le dimissioni sfinita».

“Capricci assurdi”
Anche un’altra persona che collaborava con Laura Boldrini conferma al Fatto: «Tutti i giorni scrive post sui bonus baby-sitter o sui migranti in mare, poi però c’erano situazioni non belle in ufficio. O capricci assurdi. Se l’hotel che le veniva prenotato da noi era che so, rumoroso, in piena notte magari chiamava urlando. Poi magari non ti parlava per due giorni. Io credo che ritenga un privilegio lavorare con lei, questo è il problema.
Chiarisco però che alcuni dipendenti li tratta bene, specie chi la adula o chi si occupa della comunicazione, perché quello è il ramo che le interessa di più».