Crolla Piazza Affari

Piazza Affari in forte calo trascinata dalle Banche, Silicon Valley Bank chiusa dalle autorità Usa

Milano, 10.03.2023 rainews - Le borse europee hanno chiuso in forte calo. Per il Ftse Mib di Milano -1,56 per cento, in linea con Londra, -1,68%. Solo di poco inferiore la discesa di Francoforte e Parigi (entrambe -1,3%) dove il settore bancario è relativamente meno pesante. Le banche oggi sono state protagoniste in negativo in Europa: a Milano -2,75% per l'indice di settore. Tra i cali maggiori quelli di Fineco, -4,58, Bper Bank, -4,47%, Banca Mediolanum, -3,52%. Unicredit è scesa del 3,12%, Intesa Sanpaolo dell'1,96%. A Wall Street -0,26% per il Dow Jones, dopo il -1,65% di ieri, -0,48% per il Nasdaq; a metà pomeriggio erano tornate positive. Le borse americane avevano subito il calo per le banche ieri.

Per capire il calo delle banche bisogna partire da due casi. Quello di Silvergate Bank, una banca importante nel settore delle criptovalute, che ha annunciato la chiusura. E soprattutto quello di Silicon Valley Bank, che ieri ha visto un calo delle azioni del 60%, oggi nelle contrattazioni pre-apertura scendeva di un altro 62%, poi il titolo è stato sospeso in attesa di comunicazioni. Mercoledì sera la banca ha comunicato che stava cercando di raccogliere oltre 2 miliardi di dollari di capitale a causa dell'impatto dell'aumento dei tassi di interesse. I clienti di questa banca sono soprattutto delle startup tecnologiche, che normalmente hanno finanziamenti da investitori di venture capital. Sembra che con l'aumento dei tassi e del costo dei finanziamenti queste società abbiano avuto problemi di liquidità, hanno ritirato i depositi. Questo ha portato la banca a dover vendere obbligazioni a lungo termine per far fronte a queste richieste di ritiro dei soldi e ciò ha generato un buco patrimoniale e alla necessità di vendere azioni per 2 miliardi.

Nel tardo pomeriggio la banca è stata chiusa dalle autorità statunitensi, che hanno preso il controllo dei depositi dell'istituto. Lo ha annunciato la Federal Deposit Insurance Corporation, un'agenzia indipendente del governo degli Stati Uniti che fornisce un'assicurazione sui depositi delle banche membri. Tutto questo in un giorno in cui sono arrivati i dati sul lavoro negli Stati Uniti. Sono stati creati 311mila posti, contro i 205mila attesi. Tuttavia il salario medio, su base annuale, è salito del 4,6%, un decimo meno delle attese e in salita di due decimi rispetto a gennaio. Dopo la diffusione dei dati il rendimento dei titoli di Stato Usa a 10 anni è sceso di 22 punti base, a quota 3,69%, segno che il mercato non ritiene probabile un incremento di 50 punti base dei tassi da parte della Fed nella riunione del 21 e 22 marzo. Inoltre, l'andamento degli swap dopo i dati sul mercato del lavoro americano suggeriscono un taglio del costo del denaro di 25 punti base entro la fine dell'anno.

Allarme Bank Run

Fallisce la Silicon Valley Bank, in un solo giorno ritirati 42 miliardi dai conti

Santa Clara, 09.03.2023 rainews - Wall Stret In un solo giorno dai conti correnti della Silicon Valley Bank sono stati ritirati 42 miliardi di dollari. Oltre un quarto del totale. Mentre inizia a diradarsi il polverone attorno al più grande fallimento di un istituto di credito Usa dai tempi del tracollo di Washington Mutual del 2008. Il fenomeno si chiama “bank run”, ossia la corsa al ritiro del danaro dai conti correnti, la stampa finanziaria cerca di ricostruire cosa sia avvenuto in un tempo relativamente breve, fino a spingere la Federal Deposit Insurance Corporation (che garantisce i depositi sui conti correnti) a chiudere l'accesso ai clienti e assumere il controllo del gruppo.

Negli Usa i conti bancari sono garantiti fino ad un ammontare massimo di 250mila dollari. Il problema è che buona parte della clientela di questa banca è costituita da investitori professionisti, Pmi del settore tecnologico, startup o imprese avviate che dispongono di conti con cifre spesso superiori alla soglia tutelata. Secondo la stessa Fdic l'89% dei 175 miliardi di dollari in depositi non è coperto. E quando una agenzia dello Stato della California ha lanciato allarmi sulla solvibilità della banca è esploso il panico. Tutti coloro, privati o società, che avevano depositi non tutelati e che erano venuti a conoscenza del dissesto si sono precipitati a cercare di ritirare i fondi prima di finire intrappolati in una procedura fallimentare. L'innesco è partito dall'annuncio nella serata di mercoledì da parte della banca, fino a quel momento ritenuta ben patrimonializzata e solvibile, dell'intenzione di reperire 2,25 miliardi di dollari in nuovi finanziamenti, prevalentemente tramite l'emissione di bond. Una decisione che ha colto di sorpresa, negativamente, gli operatori e i clienti. Secondo alcune ricostruzioni, la banca si sarebbe trovata in affanno sulle liquidità dopo una prima serie di ritiri di depositi seguiti al crollo di Silvergrade, uno dei tanti gruppi di criptoasset falliti nelle ultime settimane.

Silicon Valley Bank aveva già venduto tutti gli asset facilmente cedibili per reperire contanti. E quando ha annunciato l'intenzione di raccogliere nuovi fondi a causa di nuovi nervosismi dei mercati, e nuovi prelievi dai conti, non disponeva di ulteriori margini. I tentativi di raffreddare la situazione dell'amministratore delegato, Greg Becker, che ha chiesto ai clienti di "restare calmi" hanno avuto l'effetto diametralmente opposto. In poche ore giovedì il titolo Svb ha perso il 60%. E venerdì ha ripreso a collare. Dai quasi 270 dollari di mercoledì è precipitato sotto quota 80 dollari giovedì, e nell'after hours ha proseguito il tracollo ad un valore teorico di 39 dollari. Sta di fatto che questo disastro finanziario si è verificato anche nell'ambito di un drastico inasprimento della linea monetaria portato avanti in questi mesi dalla Federal Reserve, in risposta alla galoppante inflazione. Proprio questa settimana, martedì pomeriggio, il presidente Jay Powell ha rilanciato la retorica rialzista sui tassi, avvertendo che nel caso in cui tutti i dati lo avessero giustificato la Fed sarebbe stata pronta a riaccelerare gli aumenti sul costo del denaro.

L'autorità federale ha annunciato che i clienti potranno iniziare a ritirare i loro depositi nel pomeriggio di lunedì 13 marzo, ma ovviamente questo non dà alcuna garanzia a coloro che non siano sotto la soglia assicurata. Nei prossimi giorni si vedrà se il dissesto avrà ulteriori ricadute. Intanto ha innescato pressioni ribassiste su tutto il comparto bancario, non solo Usa.

La "fabbrica di disoccupati"

BCE: Arriva un nuovo rialzo dei tassi da 50 punti base

Lagarde: "Nuova stretta a marzo 2023, poi si vedrà", in trincea al Parlamento Europeo, fra accuse di favorire le Banche e allarmi per gli effetti della normalizzazione monetaria

Francoforte, 15.02.2023 huffpost - La Presidente della Bce Christine Lagarde tira dritto verso un nuovo rialzo dei tassi da mezzo punto a marzo, nonostante un'audizione di fronte alla riunione plenaria del Parlamento Europeo che l'ha costretta in trincea, fra accuse di favorire le Banche col rialzo dei tassi e allarmi per gli effetti della normalizzazione monetaria.

La Bce - ha ribadito Lagarde - "intende alzare i tassi di altri 50 punti base al nostro prossimo meeting di marzo, e poi valuteremo il successivo percorso di politica monetaria". Del resto "i rischi per le prospettive di crescita - ha detto Lagarde - sono ora più bilanciati di quanto fossero a dicembre", e anche se l'indice generale dei prezzi è in calo da tre mesi consecutivi, quello “di fondo”, al netto di energia e prezzi alimentari, è sui massimi storici.

Parole accolte con un fuoco di fila di critiche da parte di molti europarlamentari: dalla Bce "fabbrica di disoccupati" - anche se nei fatti la disoccupazione nell'area euro è ai minimi storici - all'accusa dell'italiano Antonio Maria Rinaldi (Lega) contro una Bce "rigidamente monetarista" la cui politica monetaria ha effetti depressivi" che realizzeranno la triste diagnosi "l'operazione è perfettamente riuscita ma il paziente è morto".

Nulla di tutto ciò è sembrato perturbare l'aplomb dell'avvocato francese che guida la Bce: al contrario, Lagarde ha snocciolato una serie di numeri a difesa dell'operato della Bce ("l'inflazione non è solo dovuta all'energia") e ribadito che è proprio per tutelare le fasce più deboli che occorre combattere l'inflazione. Così la pensa il gruppo (crescente) di governatori che appoggiano la nuova stretta di marzo. Ma per migliorare i rapporti con gli eurodeputati, Lagarde - che nel pomeriggio dopo una serie di rinvii aveva incontrato la Presidente dell'Europarlamento Roberta Metsola - ha notificato ufficialmente che la Bce "è pronta a formalizzare, per iscritto, le attuali procedure di accountability" con cui la Bce rende conto del suo operato al Parlamento Europeo. "L'indipendenza della Bce va difesa - ha commentato la Presidente della Commissione Affari Economici dell'Eurocamera Irene Tinagli - ma deve andare mano nella mano con la trasparenza".

UE e USA in contrasto sugli investimenti

Von der Leyen propone misure in risposta all’Inflation Reduction Act

La presidente della Commissione Ue ha annunciato: “...una nuova legge sull’industria a zero emissioni..."

Bruxelles, 18.01.2023 wallstreetitalia - L’Unione Europea preparerà una legge per rendere la vita più facile alla sua industria verde e la sosterrà con aiuti di Stato e un Fondo Europeo per la Sovranità per evitare che le aziende si trasferiscano negli Stati Uniti. L’ha detto la Presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, intervenendo al World Economic Forum di Davos indicando come obiettivo primario quello di fare dell’Europa la patria della tecnologia pulita e dell’innovazione. La Presidente della Commissione Ue ha annunciato: “Presenteremo una nuova legge sull’industria a Zero Emissioni. L’obiettivo sarà quello di concentrare gli investimenti su progetti strategici lungo l’intera catena di fornitura. In particolare, valuteremo come semplificare e accelerare le autorizzazioni per i nuovi siti di produzione di tecnologie pulite. Dobbiamo creare un ambiente normativo che ci permetta di scalare velocemente e di creare condizioni favorevoli per i settori cruciali per il raggiungimento del net zero. Tra questi, l’eolico, le pompe di calore, il solare, l’idrogeno pulito, lo stoccaggio e altri ancora”. 

L’annuncio arriva pochi mesi dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato l’Inflation Reduction Act, una normativa approvata dai legislatori statunitensi in agosto che prevede una spesa record di 369 miliardi di dollari per ridurre il deficit e incentivare la produzione di energia pulita.

L’Ue e gli Stati Uniti sono in contrasto da diversi mesi a seguito della decisione di Washington di concedere crediti d’imposta ai cittadini che acquistano auto elettriche prodotte in Nord America, che significherebbe una minaccia per gli investimenti in Europa e ha portato le aziende europee a considerare la possibilità di delocalizzare negli Stati Uniti.

A fine dicembre, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha emanato una guida che consentirebbe alle aziende dell’Ue di beneficiare di alcuni crediti senza dover modificare i propri modelli di business. Tuttavia, le indicazioni sulle modalità di attuazione della legislazione sono ancora in sospeso. “Non è un segreto che alcuni elementi del progetto dell’Inflation Reduction Act abbiano suscitato una serie di preoccupazioni in termini di incentivi mirati per le aziende”, ha dichiarato la von der Leyen.

I funzionari americani, tra cui il presidente Joe Biden, sono stati accusati di protezionismo. Parlando con il suo omologo francese a dicembre,

Biden ha detto: “Possiamo risolvere alcune delle differenze esistenti, sono fiducioso”.

Mentre prima ad ottobre, il segretario al Tesoro statunitense Janet Yellen aveva riconosciuto che era improbabile apportare grandi modifiche alla legislazione. Tuttavia, c’è chi loda il comportamento degli USA come il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez secondo cui l’Europa dovrebbe imparare dagli Stati Uniti quando si tratta di sostenere le sue industrie verdi. “Dobbiamo riformare alcuni aspetti interni delle nostre politiche industriali, come gli aiuti di Stato, ridurre la burocrazia e cercare di trasmettere all’industria mondiale il messaggio che l’Europa, e naturalmente la Spagna, è un buon posto dove stabilirsi”, ha dichiarato Sanchez.

E mentre le discussioni con gli Stati Uniti continuano, Von der Leyen vuole ridurre la burocrazia in Europa e aumentare gli investimenti verdi.

Von der Leyen annuncia anche un fondo europeo per la sovranità

L’esecutivo dell’Ue preparerà anche un fondo europeo per la sovranità che si aggiungerà agli sgravi fiscali per l’industria verde e a norme più snelle sugli aiuti di Stato per la tecnologia pulita. La Commissione si sta attualmente consultando con i Paesi dell’Ue su come rivedere al meglio le norme di emergenza sugli aiuti di Stato dell’Ue, a seguito delle numerose e vertiginose crisi economiche provocate dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina. Gli annunci di Von der Leyen giungono nel contesto di un ampliamento delle divisioni all’interno della Commissione europea su come l’Ue possa rispondere al meglio alla pioggia di sussidi verdi degli Stati Uniti. Lunedì, il capo della concorrenza dell’Ue Margrethe Vestager ha avvertito che la competitività del blocco non può essere costruita “con i sussidi” e che le imminenti modifiche alle norme di emergenza sugli aiuti di Stato dell’Ue dovrebbero rimanere temporanee, per paura di fratturare il mercato interno.

Il suo punto di vista si scontra con quello di Thierry Breton, capo del mercato interno dell’Ue, che ha affermato che le “soluzioni temporanee a breve termine” non sono sufficienti. La scorsa settimana, Vestager ha proposto un nuovo quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, compresi gli “aiuti agli investimenti anti-ricollocazione” per impedire alle imprese di lasciare il blocco per cercare condizioni più favorevoli all’estero. Ai Paesi dell’Ue è stato dato un termine per rispondere entro il 25 gennaio.

Il Supervulcano d’Europa può esplodere

Terremoti e Vulcani in Italia dei Campi Flegrei dalla tv svizzera:

«Napoli sarà sepolta sotto 30 metri di cenere»

Pozzuoli, 17.04.2024 corriere - In rete un allarmante documentario sugli effetti di una eruzione nell'area flegrea. Per gli scienziati intervistati sarà catastrofica per tutto il Mezzogiorno

Per Rsi, la tv pubblica svizzera di lingua italiana, non abbiamo scampo: un’eruzione ai Campi Flegrei distruggerà anche Napoli, coprendola sotto trenta metri (sic!) di materiale vulcanico; causerà problemi gravi in tutto il Meridione d’Italia e avrà importanti ripercussioni su buona parte del continente europeo.

Da alcuni giorni circola su YouTube un documentario del canale televisivo elvetico dal titolo quanto mai esplicito: «Napoli, il supervulcano che minaccia l’Europa». Un reportage di 42 minuti e 24 secondi da far tremare i polsi a chi lo guarda e pubblicato il 4 aprile scorso. A partire dalle ricostruzioni animate che mostrano piazza del Plebiscito raggiunta e sommersa dalle nubi ardenti, la Chiesa di San Francesco da Paola distrutta con fiamme che escono dai finestroni, le due statue equestri abbattute; infine una visione d’insieme con una Napoli completamente sommersa da una coltre di pesante cenere e sullo sfondo, risparmiata dalla catastrofe, la sola collina di San Martino, un paesaggio post-atomico.

Gli scenari di distruzione

Ma non sono solo le immagini di ricostruzioni (più o meno fantasiose) a turbare gli spettatori. A lasciare interdetti e preoccupati sono alcune delle allarmanti dichiarazioni degli studiosi intervistati: si parla di scenari di distruzione pressoché totale, agli antipodi rispetto al tipo di eruzione ipotizzato dagli scienziati che hanno lavorato per la Protezione civile nazionale all’elaborazione del Piano di evacuazione. Quest’ultimo è basato sulla ipotesi probabilistica di un tipo di eruzione di media entità, definita subpliniana, (eruzioni esplosive con fenomenologie simili a quelle delle eruzioni pliniane, ma di energia inferiore e conseguente ridotta dispersione areale dei prodotti eruttati).

«Cataclisma inevitabile»

Eppure durante il programma si possono ascoltare frasi come questa: «Su Napoli incombe una minaccia, un pericolo che spaventa l’Europa, alcuni scienziati ritengono che i Campi Flegrei siano responsabili della scomparsa dell’uomo di Neanderthal, 40 mila anni dopo ci sono segnali di risveglio, la catastrofe potrebbe avvenire in qualsiasi momento». E ancora: «Il vulcano dei Campi Flegrei contiene ormai così tanta lava e tanta pressione che il cataclisma è inevitabile e inizia alla Solfatara». Il vulcanologo Patrick Allard dice: «Vedremmo colonne eruttive che si innalzano per diverse decine di chilometri, almeno fino alla stratosfera. La cenere cade su Napoli, anche più lontano, ci sono delle vittime e grande distruzione».

La studiosa di Cambridge

E Amy Donovan, professoressa di Geografia all’Università di Cambridge, aggiunge: «A quel punto la città dovrebbe essere deserta perché l’aria sarebbe satura di cenere, materiale piroclastico e residui vulcanici di ogni tipo». E ancora, la voce della giornalista fuori campo commenta: «Napoli scompare sotto trenta metri di materiale vulcanico». Poi, quasi a voler giustificare un simile, devastante scenario: «L’immagine è sconcertante ma scientificamente possibile». Segue il frame di animazione che mostra la città ormai coperta da una coltre di cenere grigio-rossastra con la sola eccezione della collina di San Martino.

Il vulcanologo di Perugia

Ma forse l’intervento più raggelante è quello di Diego Perugini, direttore del dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia. Lo scienziato ricorda l’esistenza dei due serbatoi di magma sotto i Campi Flegrei: il più superficiale tra i 4 e i 5 km e il più profondo, quello più grande, tra i 10 e i 15 km. In genere prima delle eruzioni i due magmi si «miscelano». Perugini spiega che il suo team sta lavorando a un importante quesito: quanto tempo avranno le persone prima dell’eruzione vera e propria? Risposta: «Studiando il materiale eruttato in passato andiamo a leggere che almeno due magmi si sono incontrati all’interno della crosta terrestre e hanno iniziato a mescolarsi. Abbiamo ricreato il processo in laboratorio e per quello che possiamo stimare, dall’inizio del mescolamento dei magmi fino all’eruzione i tempi sono m0lto brevi, dell’ordine di decine di minuti». La voce fuori campo conclude: «Trenta minuti sono pochi per evacuare una città». E sembra vi sia poco altro da aggiungere.

Trema la Terra e il mondo rabbrividisce

Paesi Bassi, 09.02.2023 ilgazzettino - Una previsione datata 3 febbraio, quindi poche ore prima del terribile terribile terremoto che ha devastato Turchia e Siria. Il tweet è di Frank Hoogerbeets, sismologo olandese che lavora presso il Solar System Geometry Survey (SSGS) nei Paesi Bassi. E fa rabbrividire: «Prima o poi ci sarà un terremoto di magnitudo 7.5 in questa regione: Turchia centro-meridionale, Giordania, Siria, Libano». Nel post, che ovviamente sui social è diventato virale in poche ore, anche una mappa della zona specifica nella quale sarebbe avvenuto il sisma di magnitudo 7.8 qualche ora dopo.

«Come ho affermato in precedenza, prima o poi questo sarebbe accaduto, simile all'anno 115 e 526. Questi terremoti sono sempre preceduti da una geometria planetaria critica, come abbiamo avuto il 4-5 febbraio». Poi il sismologo ha spiegato ancora: «I grandi terremoti nella Turchia centrale hanno causato un cambiamento significativo nella distribuzione dello stress in tutta la regione, con attività sismica fino alla Palestina».

Previsioni dei terremoti: a che punto siamo

«Sono molti gli sforzi che si stanno compiendo in molte discipline delle geoscienze nel cercare i precursori diagnostici che possano fornire informazioni sulla posizione, tempo e grandezza di un imminente evento sismico - spiega al Messaggero Francesca Gori, geologa e ricercatrice della Sapienza -. Anche perché questi processi che avvengono nella crosta terreste, anche se a profondità di decine di chilometri, rilasciano quantità di energia enormi. E devono essere per forza preceduti da segnali precursori identificabili in superficie. I principali progressi - continua - sono stati raggiunti osservando variazioni nelle sequenze di foreshocks, variazioni dei campi elettromagnetici e nella circolazione e nella chimica delle acque sotterranee».

L'area del terremoto

Lo sciame dei terremoti fra Turchia e Siria si è esteso verso Sud di almeno 50 chilometri, continuando a scivolare lungo la faglia Est Anatolica al confine fra Turchia e Siria. Le scosse si stanno propagando anche lungo la seconda faglia che si è attivata il 6 febbraio e si stanno estendendo a Nord-Est della città di Malatya. Sono queste le due faglie attualmente attive e che nell'arco delle ultime 12 ore hanno generato circa 400 repliche.

Ad avere un quadro preciso dei danni aiuteranno le immagini dei satelliti, già acquisite. Resta da sempre una sorvegliata speciale la faglia Nord Anatolica, che arriva a lambire la città di Istanbul. Distante centinaia di chilometri dalle due faglie ora attive, quella Nord Anatolica dal 1939 ha generato sette grandi terremoti.